Stefano Dias
La sinistra selettiva e il Ticino che chiude
Redazione
29.04.2025 13:17

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C’è
un tratto distintivo nella politica ticinese che è difficile ignorare: la
coerenza a corrente alternata. E tra chi la pratica con una certa disinvoltura
troviamo anche il Movimento per il Socialismo (MPS), che riesce nell’impresa di
farsi paladino dei lavoratori… ma solo di quelli che rientrano nei confini del
proprio catechismo ideologico. Lo ammetto: non volevo scrivere quest’articolo.
Ma dopo aver letto l’ennesima presa di posizione dell’MPS contro l’aeroporto di
Lugano, e quella – non meno rigida – dell’Associazione traffico e ambiente
(ATA), mi sento quasi in dovere di intervenire. Non perché faccia parte di un
sindacato di potere come UNIA o, per certi versi, lo stesso MPS quando si muove
nei corridoi dell’amministrazione pubblica. Io rappresento HelvetiCA, il
sindacato dei controllori di volo attivo in tutta la Svizzera e membro
dell’Unione Sindacale Svizzera. E anche noi, modestamente, siamo lavoratori. E
qui arriva la prima incoerenza dell’MPS: da sempre al fianco dei “salariati”,
ma solo finché questi non operano in un settore che l’MPS giudica – con la
consueta superiorità morale – “socialmente inutile” o “ambientalmente dannoso”.
In quel caso, non c’è lotta sindacale che tenga: si può chiudere un aeroporto
in una riga e, con la stessa disinvoltura, mandare a casa decine di famiglie.
Fa niente se quei posti di lavoro sono veri, se ci sono persone qualificate che
li occupano con dignità e responsabilità. Se non siete allineati all’ortodossia
MPS, siete sacrificabili. E attenzione: non lo dico solo io. Anche l’ATA, in
una presa di posizione pubblica, non si fa alcun problema ad affermare che “non
dev’essere la collettività a pagare per chi atterra a Lugano-Agno”. Come se chi
atterra, lavora e vive grazie all’aeroporto non fosse parte di quella stessa
collettività. Come se non si trattasse di oltre 50 posti di lavoro, molti dei
quali altamente specializzati, che si perderebbero in nome di una visione
ideologica, che punta a ridurre – o peggio, cancellare – uno degli ultimi
collegamenti aerei diretti del nostro Cantone con il resto del mondo. Poi c’è
la questione dei costi. L’MPS si scandalizza per un possibile investimento da
60 milioni di franchi, parlando di “vagonate di soldi pubblici”, cosa per altro
recentemente negata dal sindaco di Lugano. Peccato che lo stesso MPS, in altri
contesti, affermi per voce di Pino Sergi, che “il debito del nostro Cantone è
sopportabile” e che “possiamo fare debito” per altri progetti, purché siano
approvati dalla sua dottrina politica. Quindi: ci sono debiti buoni e debiti
cattivi. Un po’ come i lavoratori: quelli “utili” secondo MPS e quelli
sacrificabili.
Eppure
nessuno – né l’MPS né l’ATA – sembra ricordare che anche il treno riceve ogni
anno miliardi di sussidi pubblici, senza i quali le ferrovie non potrebbero
funzionare se non a prezzi insostenibili per gli utenti. Nessuno contesta la
necessità di investire nei trasporti pubblici terrestri. Ma appena si parla di
un’infrastruttura aerea, scatta l’anatema. Perché? Perché volare, per alcuni, è
diventato un peccato ideologico. Poco importa che anche un aeroporto possa
essere integrato in una mobilità moderna e sostenibile. Poco importa che
rappresenti una porta di accesso strategica per il Ticino, per l’economia e per
il turismo. Il nostro Cantone rischia sempre di più di trasformarsi in un
territorio isolato, difficilmente raggiungibile, ai margini delle grandi
direttrici economiche e culturali. Togliere anche l’aeroporto significa
togliere un pezzo importante del suo futuro. E noi, come sindacato, non
possiamo restare in silenzio mentre si cancellano posti di lavoro qualificati
in nome di un’ideologia selettiva. L’aeroporto non sarà perfetto. Ma almeno
discutiamone seriamente. Con dati, con un progetto reale sul tavolo – e
soprattutto con rispetto per chi lavora. Tutti i lavoratori. Non solo quelli
certificati MPS.
Stefano
Dias
Membro del Comitato direttivo nazionale di HelvetiCA – Sindacato dei controllori di volo svizzeri
Membro del Comitato direttivo nazionale di HelvetiCA – Sindacato dei controllori di volo svizzeri

