Andrea Togni
La responsabilità di decidere, oltre al facile consenso
Redazione
27.08.2025 20:56

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Un
andazzo che da un po’ fastidio a tutti, ma è più facile tollerarlo, che opporvisi:
in tempi in cui in politica si rincorre il consenso immediato, la soluzione
facile e mediaticamente pagante, è bene ricordare che amministrare (una città)
significa anche assumersi la responsabilità di decisioni politicamente meno
accattivanti ma lungimiranti.
La
proposta di introduzione delle zone 30 km/h nei quartieri residenziali ne è un esempio: è una misura utile e moderata,
che richiede il coraggio delle proprie idee, soprattutto quando il dibattito è
alimentato con subdole paure. Facile opporsi, invocando alla libertà e
strizzando l’occhio a quell’elettorato che inveisce a colui che romba sotto
casa propria, ma poi magari sfreccia in zone residenziali altrui. Più faticoso
è invece spiegare perché, in certe zone residenziali, la moderazione sia una
scelta di buon senso e di civiltà.
Alzi
la mano chi non desidera maggiore sicurezza lungo il tragitto casa-scuola dei
propri figli? Non si può pretendere serenità nel proprio quartiere,
rivendicando però il diritto di nessuna moderazione dove vivono altre famiglie,
altri bambini, altre persone fragili, anziani o con disabilità, animali, ... Il
paradosso è servito: quello che si auspica sotto casa propria, è osteggiato se
proposto altrove.
La
città è un bene collettivo e la convivenza civile richiede coerenza. Il
traffico non si ferma al confine del proprio rione, così come la responsabilità
non può essere a geometria variabile.
Vale
anche la pena ricordare che le zone 30 esistono già da anni in vari quartieri
di Lugano e nessuno ne ha mai chiesto la rimozione, poiché funzionano. Lo
stesso accade a Paradiso, Massagno, Comano, Porza, dove la riduzione della
velocità ha da anni portato benefici concreti in termini di sicurezza, rumore e
vivibilità.
I
dati parlano chiaro: a 30 km/h lo spazio di frenata si accorcia
sensibilmente, e l’eventuale impatto è molto meno pericoloso. Anche il rumore
cala in modo netto, soprattutto quello del rotolamento degli pneumatici. Il
risultato è un ambiente più sereno, sano e umano.
Non
si propone un limite generalizzato, tutt’altro. Il progetto riguarda solo
alcune zone, dove abitazioni, scuole e percorsi pedonali impongono una maggiore
tutela della sicurezza e della qualità di vita. Durante la conferenza stampa di
martedì 03 settembre a Breganzona, saranno nuovamente illustrati i punti di
forza di questa proposta.
Far
politica esorta a guardare oltre la polemica momentanea e scegliere ciò che è
giusto per i più, anche quando la scelta è politicamente non facile e comporta
spiegare, discutere, convincere, piuttosto che solleticare la pancia.
Andrea Togni, PLR Lugano
Coordinatore comitato “Si, Lugano Zone30”

