Franco Marinotti
La prosopopea
Redazione
10.04.2024 17:44

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La retorica utilizzata nella comunicazione elettorale,
rivendica presunte competenze, sdogana politiche fallimentari per successi e
traguardi programmatici raggiunti, così come da promesse elettorali, per i
quali esserne addirittura orgogliosi.
Risultati che sarebbero a detta di alcuni, pure invidiati dal
resto della gran parte di città svizzere ed europee.
Atteggiamenti questi che nella ricerca di consensi, oltre a distogliere
l’attenzione dei cittadini dagli evidenti insuccessi frutto di incapacità nel
governare i progetti, tende a tradursi pure in autoconvinzione di raggiunti obbiettivi,
e conseguente autostima.
Ma di reali successi da queste parti non se ne vedono, e la
realtà di una Città che inesorabilmente regredisce nella gran parte delle macro
aree di attività di competenza dei vari dicasteri cittadini, ne è una triste
evidenza.
L’assenza di visioni progettuali della cosa pubblica, a
danno di tutti noi cittadini, va dalla gestione dell’economia all’utilizzo delle
finanze pubbliche, dall’offerta di cultura alla programmazione di eventi di
spessore, dalla formazione giovanile alla socialità, dall’utilizzo degli spazi
urbani alla pianificazione del territorio cittadino, dall’edilizia privata e
pubblica ai piani regolatori e le commesse per infrastrutture pubbliche, per
non citare l’arredo urbano, l’architettura del paesaggio e l’occupazione permissiva
degli spazi pubblici da parte dei commerci, la viabilità, il traffico, i
quartieri, l’abitare, il verde urbano, gli accessi al lago, e non ultimo
l’incauto progetto denominato “plan B”.
Esempi concreti non mancano, quali il polo sportivo come
progetto faraonico fuori misura oltre che fuori budget; stessa probabile sorte,
farà probabilmente il nascente futuro polo congressuale; la mancanza da tempo
di un piano regolatore unico per normalizzare la grande Lugano tutta; la
corretta pianificazione ed ottimizzazione dei lavori stradali ai quali siamo
sottoposti che sono ormai cantieri infiniti, incontrollati ed illogici; la
viabilità senza criterio che crea intasamenti e traffico continuo; lo
spopolamento di interi quartieri per mancanza di offerta di qualità; assenza di
visione nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico che porta a
dismissioni ed insensati cambi di destinazione di edifici “storici” di
interesse comune, senza una logica e con relativo impoverimento del tessuto
sociale cittadino, vedi casa anziani a Castagnola e ex Macello in centro.
Tutto ciò pure essendo un’evidente realtà agli occhi di
tutti i cittadini, financo di un e sottomesso Consiglio Comunale sembra non
allarmare i più che si identificano senza reagire nello status quo di una Città
non luogo.
Apatia? Disillusione? Arrendevolezza?
E’ giunta l’ora di rivendicare con forza e coraggio, il
diritto di indignarci, di denunciare questa politica di soprusi, opaca e
socialmente ingiusta, perpetrata ormai da troppi anni a questa parte dalle autorità
al solo servizio dei centri d’interesse particolari, a danno dei più fragili,
dei giovani, degli artisti, degli anziani e dei cittadini comuni tutti.
Franco Marinotti, candidato al Consiglio comunale di Lugano per Costituzione radicale

