Partito Comunista
La Pretura riconosce la lesione della personalità del PC da parte del quotidiano "LaRegione"
Redazione
27.12.2023 14:12

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il 13 aprile 2021, pochi giorni prima delle elezioni comunali di quell’anno, il
quotidiano LaRegione attaccava pesantemente il Partito Comunista con un
trafiletto presuntamente satirico in prima pagina, nel quale venivamo definiti
dei “fanatici”, accusati di “cecità ideologica” e lasciato intendere non solo
una collusione del nostro Partito con prassi criminali (stupri, repressioni,
ecc.) ma anche che fossimo finanziati da governi esteri. A tutte queste
illazioni avevamo risposto a suo tempo con il seguente comunicato stampa: link.
Dopo aver consultato i membri, avevamo però ritenuto necessario reagire con
maggiore forza, intraprendendo così un’azione civile di protezione della
personalità volta a tutelare l’onore e la reputazione del Partito, citando in
giudizio il quotidiano bellinzonese. A distanza di due anni, dopo la chiusura
al dialogo inizialmente dimostrata da quest'ultimo e un'aspra procedura
contenziosa, la sentenza del Pretore di Locarno Città, on. Marco Agustoni, è
stata emessa.
Con soddisfazione comunichiamo che, avendo riconosciuto una lesione illecita
della personalità del Partito Comunista, il giudice ha condannato laRegione a
togliere l’articolo incriminato che ancora risultava accessibile sul suo sito
internet e sulla sua pagina Facebook. Benché non sia stata accolta la nostra
richiesta di un rimborso pecuniario, sottolineiamo che da parte nostra l’intera
procedura è stata affrontata senza patrocinio e grazie alle energie militanti
del nostro Partito.
Il Pretore ha anzitutto riconosciuto al Partito Comunista la personalità
giuridica: se ce ne fosse ancora bisogno, insomma, i comunisti esistono! In
seguito il Pretore ha stabilito che l’impressione generale negativa suscitata
dall’articolo contro il nostro Partito era manifesta: in buona sostanza essa
costituiva un eccesso oggettivamente denigratorio e soprattutto infondato,
poiché comunicava al lettore una contiguità fra il PC e pratiche criminali. Il
giudice ha poi confermato che diverse espressioni utilizzate hanno configurato
dei giudizi di valore eccessivi che svalutano la considerazione del PC. In
questo contesto, è stato confermato che quell’articolo non aveva alcun reale
scopo informativo ed era volto solo a dileggiare e ad arrecare danno al Partito
Comunista. E' stato quindi riconosciuto che il compito informativo dei media
non si assolve con intenti vessatori e non può giustificare una simile lesione
della personalità, ancorché nei confronti di un attore politico.
Questa sentenza - che, vale la pena esplicitarlo, al Partito Comunista non
porta alcun beneficio finanziario, anzi! - rappresenta un precedente
particolarmente significativo ed è una vittoria politica non solo per la
dignità dei comunisti svizzeri, ma anche del buon giornalismo!
Partito Comunista

