Francesco Maggi
La politica energetica ticinese deve e può fare un salto di qualità
Redazione
01.09.2025 17:16

Foto: ©Gabriele Putzu
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Il 29 agosto è stato pubblicato il nuovo Modello di prescrizioni energetiche
dei Cantoni (MoPEC 2025). Esso fornisce ai Cantoni uno standard comune per
costruzioni e ristrutturazioni energeticamente più all’avanguardia e quindi
rispettose di clima e ambiente. Inizia così la prossima fase della transizione
energetica nei Cantoni, un cambiamento impegnativo, ma ricco di opportunità: il MoPEC
2025 rappresenta un compromesso, ma contiene comunque elementi importanti per
accelerare l'abbandono delle energie fossili. Implementare rapidamente le sue
raccomandazioni nella legislazione cantonale è essenziale per poter raggiungere
gli obiettivi climatici cantonali e federali; il
Rating della politica climatica ed energetica cantonale 2024 del WWF ha
evidenziato l'urgenza di intervenire: il Ticino si è classificato al
quartultimo posto. Affinché il Cantone possa beneficiare dei vantaggi
climatici, ecologici ed economici della transizione energetica, sono quindi
necessari ulteriori passi; particolarmente
urgente è riprendere le prescrizioni relative alla decarbonizzazione dei
riscaldamenti, così come l’obbligo di installare un impianto solare in caso di
ristrutturazione del tetto. Una tale modifica della Legge dell’Energia è stata
proposta dal Consiglio di Stato nel luglio 2024 e si trova attualmente sui
banchi del Gran consiglio, che ha dunque la possibilità di accelerare
notevolmente la transizione energetica del Cantone.
Citazioni di Francesco Maggi, Responsabile del WWF Svizzera italiana
“Della superficie dei
tetti che in Ticino sarebbe adatta per la produzione di energia solare, solo il
9% è effettivamente sfruttato. E i veicoli elettrici rappresentano solo il 4%
del traffico totale, mentre solo il 39% dei riscaldamenti impiega fonti rinnovabili.
Anche se tutti questi dati aumentano di anno in anno, i progressi sono troppo
lenti ed è evidente che c'è ancora un enorme margine di miglioramento”. “L'abbandono
delle energie fossili comporta molti vantaggi: riduciamo le emissioni di gas
serra e l’inquinamento atmosferico, aumentiamo la sicurezza
dell'approvvigionamento energetico, diventiamo meno dipendenti dalle
importazioni di energie fossili (che ci costano tra i 6 e i 12 miliardi di
franchi all'anno) e creiamo nuovi posti di lavoro in Svizzera. Prima iniziamo,
meglio è”.
I passi più importanti per il Canton Ticino
Il Cantone dovrebbe adottare tutte le disposizioni del MoPEC 2025, con
particolare urgenza per le seguenti: riprendere
le norme sulla decarbonizzazione degli impianti di riscaldamento. È assurdo che
ancora oggi vengano installati impianti a gas e gasolio che emettono CO2 e
polveri fini e che, già nel medio termine, risultano molto più costosi per gli
inquilini rispetto ad alternative rinnovabili collaudate come pompe di calore e
teleriscaldamento; introduzione
dell'obbligo di sfruttare parte del potenziale solare del tetto in caso di suo
risanamento (salvo eccezioni). Attualmente sono soprattutto le aziende e i
proprietari di case unifamiliari a investire in impianti solari, mentre sugli
edifici plurifamiliari la diffusione del fotovoltaico è più lenta, nonostante i
vantaggi economici per gli inquilini siano ancora maggiori. Il motivo
principale di questa lentezza è che i proprietari di immobili a reddito non
sono interessati a investire, poiché non sono loro a pagare le bollette
dell'elettricità; introduzione
di un termine di 5 anni per la sostituzione dei riscaldamenti a resistenza
elettrica (salvo eccezioni). Questo tipo di riscaldamento consuma da 3 a 4
volte più elettricità di una termopompa, e la sua sostituzione consente dunque
di ridurre notevolmente il fabbisogno elettrico e le bollette.
I Cantoni svolgono un ruolo chiave per la protezione del clima
I Cantoni prendono decisioni indipendenti, in particolare nel settore
dell'edilizia, responsabile del 40% del consumo energetico svizzero e di quasi
un quarto delle emissioni di gas serra. Inoltre, vi è un grande potenziale per
lo sviluppo dell'energia solare e dell'infrastruttura di ricarica per le auto
elettriche. La Svizzera non può raggiungere i suoi obiettivi di politica
climatica ed energetica senza i Cantoni. Essi possono emanare norme
sull'efficienza energetica e sull'uso delle energie rinnovabili, fornire
incentivi finanziari e assicurare che i proprietari di casa siano
sensibilizzati e consigliati.
Francesco Maggi, Responsabile regionale WWF Svizzera italiana

