Lorenzo Cavagliotti
La petizione Sopra la vita, sotto l’autostrada è già un successo
Redazione
18.07.2025 12:50

Foto: ©Gabriele Putzu
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Con grande entusiasmo accolgo la
notizia che i quattro presidente dei partiti al governo ticinese hanno firmato
una mozione congiunta per chiedere al Governo cantonale di avviare seriamente
la copertura di alcuni tratti autostradali. È un segnale forte e chiaro:
finalmente la politica torna a mettere al centro il territorio e il benessere
della popolazione. I presidenti dei quattro partiti
dimostrano coraggio e visione. Hanno compreso che una pianificazione concepita
oltre sessant’anni fa non può più rispondere alle esigenze del presente. Il
tracciato dell’autostrada, pensato in un altro tempo e per volumi di traffico
oggi superati, ha un impatto profondo e spesso negativo sul paesaggio, sulla
qualità della vita e sullo sviluppo urbano.
La copertura non è un’utopia
Il nostro Cantone ha bisogno di un
ripensamento globale della mobilità autostradale. Non si tratta solo di
viabilità, ma di restituire valore, vivibilità e dignità a interi quartieri e
comunità che da troppo tempo vivono all’ombra – e sotto il rumore – dell’autostrada.
La copertura non è un’utopia: è una scelta concreta, possibile e lungimirante.
Basti pensare al Canton Giura, che pur avendo meno abitanti del Ticino e un
volume di traffico nettamente inferiore, ha gran parte del suo tracciato
autostradale in galleria. Ancora più incoraggiante è il sostegno
del direttore del Dipartimento del Territorio, Claudio Zali, che si è espresso
a favore della copertura nel Mendrisiotto. La sua posizione, unita alla mozione
parlamentare e al crescente sostegno popolare espresso attraverso la petizione,
può davvero segnare l’inizio di una trasformazione tanto attesa quanto
necessaria.
Rivedere il progetto PoLuMe
Ora ci
si attende anche da parte dell’USTRA un chiaro segnale di apertura e
responsabilità. È il momento di rivedere il progetto PoLuMe e di mettere in
discussione la prevista terza corsia per i TIR. Un ampliamento che, se
realizzato nella forma attuale, comprometterebbe ulteriormente la qualità di
vita dei cittadini e il già fragile equilibrio del nostro territorio.
Auspichiamo che l’Ufficio federale sappia ascoltare le
numerose riserve ambientali e sociali sollevate, e che scelga una visione più
sostenibile, attenta alle persone e non solo al traffico.
Lorenzo
Cavagliotti, Coordinatore petizione Sopra la vita, sotto l’autostrada

