Michele Rossi
La neutralità elvetica non deve essere una gabbia
Redazione
10.09.2026 08:51

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La neutralità ha accompagnato la Svizzera nei suoi secoli di
storia. Ma la sua forza non è mai stata quella di essere un dogma immutabile.
Al contrario, è sempre stata una scelta politica al servizio di un obiettivo
ben preciso: garantire l'indipendenza, la sicurezza e il benessere del nostro
Paese. È proprio questa tradizione che l'iniziativa rischia di tradire.
La Svizzera è neutrale per scelta. Per scelta significa che
la neutralità è stata adottata perché utile agli interessi della
Confederazione, non perché rappresenti un valore assoluto da anteporre a
qualsiasi altra considerazione. La neutralità è uno strumento della politica
estera, non il suo fine.
La storia svizzera ci insegna che il nostro Paese ha saputo
sopravvivere e prosperare grazie al pragmatismo. Ha sempre saputo adattarsi ai
profondi cambiamenti della situazione internazionale senza rinunciare ai propri
principi fondamentali. È questo equilibrio ad aver reso credibile la neutralità
svizzera.
L'iniziativa, invece, pretende di cristallizzare nella
Costituzione una determinata interpretazione della neutralità, togliendo alle
autorità il margine di manovra necessario per affrontare crisi che oggi nessuno
è in grado di prevedere. Guerre, conflitti economici, attacchi informatici,
nuove minacce ibride: il mondo cambia rapidamente e la Svizzera deve poter
decidere, caso per caso, come tutelare al meglio i propri interessi.
Vi è poi un rischio concreto. Impedire la partecipazione a
sanzioni economiche significherebbe isolare la Svizzera rispetto ai suoi
partner. In alcune circostanze potremmo persino diventare il punto attraverso
cui aggirare le sanzioni internazionali, esponendoci a ritorsioni economiche e
diplomatiche. Sarebbe un paradosso: un'iniziativa nata per proteggere il Paese
finirebbe per renderlo più vulnerabile.
Infine, vale la pena ricordare che la neutralità svizzera
esiste già e che non siamo chiamati alle urne per decidere se mantenerla o se
abolirla. E proprio questa neutralità, quella
che già esiste, ha dimostrato la propria efficacia nel corso del tempo. È la
neutralità che ci ha consentito di preservare l'indipendenza del Paese, di
mantenere relazioni costruttive con partner molto diversi tra loro e di
tutelare i nostri interessi in un contesto internazionale instabile. Non vi è
quindi alcuna necessità di reinventarla o di irrigidirla. È questa la tradizione
vincente che merita di essere difesa.
La neutralità ha funzionato proprio perché non è mai stata
una camicia di forza. È stata uno strumento al servizio della Svizzera, non una
regola da applicare ciecamente indipendentemente dalle conseguenze. La
neutralità ci ha resi liberi di scegliere. Non trasformiamola nella ragione per
cui non possiamo più farlo.
Michele Rossi, Avvocato ed ex diplomatico

