Partito Comunista
La NATO ordina alla Svizzera di creare allarme nella popolazione per abolire la neutralità!
Redazione
04.03.2024 11:14

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Un
attacco «con missili balistici, missili da crociera o droni armati» contro la
Svizzera è considerato «più probabile». A dirlo è il Consiglio federale che ha
così aumentato il livello di allerta rispetto a due anni fa. La decisione non è
frutto di valutazioni del governo, ma deriva da uno studio del Centro per gli
studi sulla sicurezza (CSS) del Politecnico di Zurigo dove non mancano gli
«esperti» di simpatie atlantiste con evidentemente una esagerata influenza sui
nostri ministri.
Questa
rivalutazione ha una motivazione politica: serve a giustificare non solo la
corsa al riarmo in corso nel Paese ma anche a spingere lo Stato Maggiore
Generale a compiere pericolose scelte strategiche quali un alternativo
dispiegamento dei coscritti, aumentando fra l’altro il rischio di mandare i
nostri giovani in scenari bellici esteri. Inoltre questa nuova classificazione
di pericolo sarà la scusa per potenziare il controllo sociale sui cittadini e
sui partiti di opposizione da parte dei servizi di informazione.
Creare
allarme nella popolazione è una prassi politica irresponsabile, soprattutto se
a farlo è un governo democratico:
1) Anzitutto se nel giro di due anni gli attacchi balistici contro il nostro
Paese sarebbero diventati da «improbabili» a «più probabili» (sempre che ciò
sia vero!) è perché nel frattempo il Consiglio federale ha fatto di tutto per
distruggere la credibilità della nostra neutralità, si è schierato nella guerra
occidentale contro i paesi emergenti dell’Eurasia, ha adottato sanzioni
unilaterali rigorosamente solo contro i governi invisi agli americani e all’UE
e si è schierato senza remore e sempre ubbidientemente al fianco di una
coalizione militare (non difensiva!) come la NATO. Insomma: la subordinazione
sempre più
accentuata della Svizzera agli interessi dell’UE, degli USA e della NATO,
conseguente anche a precise scelte di dipendenza militare dai loro sistemi di
difesa (dai “Patriot” terra-aria agli F-35A con vincolo tecnologico), spinge la
Confederazione a rinunciare alla sua sovranità e a dover seguire ciecamente i
diktat degli USA, inimicandoci mezzo mondo.
2) La Svizzera è circondata dalla NATO (Italia, Germania e Francia ne sono
membri e l’Austria ne è vincolata). Posto che la Confederazione è dal 1999
parte del programma «Partnership for Peace» e quindi è considerata parte della
sfera di influenza della NATO, la probabilità di un attacco missilistico dai
paesi vicini è praticamente nullo. La possibilità allora che un attacco
balistico avvenga da paesi a noi più lontani resta comunque altrettanto
improbabile: non solo prima di arrivare in Svizzera l’eventuale missile (ma
anche un drone armato) verrebbe con buona probabilità intercettato dallo scudo
missilistico già attivo in Germania (retto da radar in Turchia e con
intercettori dislocati dalla Romania alla Spagna), ma soprattutto va ricordato
che per minimizzare ogni rischio il nostro Paese deve semplicemente restare
neutrale, dialogando con tutti i campi geopolitici, riscoprendo una politica
estera autonoma ed evitando di sostenere alleanze militari predefinite.
Anche
di fronte a questi giochetti dei «think tank» atlantisti che operano nelle
nostre università e che influenzano il governo e gli alti ufficiali del nostro
esercito, occorre dare una risposta chiara firmando la iniziativa per la neutralità
e inserendo questo principio vincolante nella Costituzione federale!
Partito
Comunista

