Partito comunista
La NATO fomenta la guerra anche in Serbia: rimpatriamo subito i soldati svizzeri dal Kosovo!
Redazione
23.11.2022 09:33

Foto: © Chiara Zocchetti
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Dopo
un momento di apparente calma, la situazione in Kosovo e Metohija si sta
nuovamente surriscaldando: le forze di sicurezza kosovare sono state poste in
stato in allerta e vengono trasferite in massa a Mitrovica. Ciò costituisce una
provocazione per la minoranza serba, che l'amministrazione presidenziale
dell'autoproclamata repubblica del Kosovo ha accusato di “istigazione”
arrivando nientemeno che a paragonare la situazione a quella vissuta nel 2014
nel Donbass in Ucraina: un parallelismo inquietante, poiché presuppone di fatto
la preparazione a una guerra. La Serbia ha infatti posto nei giorni scorsi
l'esercito in stato di allerta.
In questo contesto di tensione il contingente NATO in Kosovo, la KFOR, sta
soffiando sul fuoco. Già l’estate scorsa aveva annunciato che, in caso di
escalation al confine fra Serbia e Kosovo, le truppe sarebbero state pronte a
intervenire militarmente, evidentemente ai danni della Serbia, nazione
“colpevole” di rifiutare l’atlantismo e i diktat degli USA. Colpire la Serbia –
che è un paese neutrale militarmente – serve non solo a indebolire la Nuova via
della seta cinese, ma anche a chiudere il solo spazio aereo di accesso
all'Europa ancora consentito alla Russia e quindi vincolare del tutto l'UE agli
USA, impedendo così ogni forma di dialogo e di pace. I nordamericani vogliono
insomma portare una nuova guerra in piena Europa!
La Svizzera dispone attualmente di oltre un centinaio di militari attivi in
Kosovo proprio all'interno della KFOR. Quest'ultima ha apertamente minacciato
un intervento, qualora la Serbia, una nazione sovrana che dispone di relazioni
diplomatiche del tutto pacifiche e di mutuo vantaggio con la Svizzera, dovesse
agire in difesa del proprio popolo vittima delle angherie del regime di
Pristina. L'agire della NATO è contrario agli interessi nazionali svizzeri e
agli interessi di classe dei lavoratori dei nostri paesi!
Il
Partito Comunista considera quindi urgente, visto il nuovo contesto
geopolitico, rimpatriare immediatamente i nostri soldati stanziati in Kosovo
poiché sono di fatto parte integrante di un contingente internazionale che
potrebbe entrare direttamente in un conflitto armato: la violazione della
neutralità è qui del tutto palese! Non mettiamo a rischio la vita dei nostri
giovani per far felice Joe Biden! La Svizzera, al contrario, dovrebbe sostenere
la proposta del governo di Belgrado che chiede a Pristina di creare una
Comunità di comuni serbi, evitando così l’escalation che si è verificata in
Ucraina.
Partito
Comunista

