Graziano Besana
La mela avvelenata nel regno del Ticino
Redazione
18.09.2025 07:59

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Tanto, tanto tempo fa, al sud delle Alpi, nel regno
del Ticino, i sudditi vivevano con una preoccupazione costante: i premi di
cassa malati crescevano senza tregua, come un drago insaziabile. Fu allora che
apparvero due mele splendenti, offerte come dono magico: l’iniziativa per il
10% e l’iniziativa per la deducibilità integrale. I due frutti promettevano, finalmente,
sollievo e prosperità.
Ma, come nelle fiabe, anche nella realtà non tutto è
tutto oro ciò che luccica. La prima mela, quella rossa, portava con sé un
incantesimo costoso: 300 milioni di
franchi da togliere subito dalle tasche dei sudditi del regno e destinati
ad aumentare, senza controllo, anno dopo anno. Un morso, e i villaggi si
sarebbero trovati con meno socialità, meno cultura, meno istruzione, meno
servizi, ma più tasse per tutti.
La seconda mela era altrettanto insidiosa: sotto la
promessa di giustizia fiscale, celava un vantaggio soprattutto per i più ricchi
e una voragine di quasi 100 milioni nei
forzieri del Cantone e dei Comuni.
Il popolo rischiava così di cadere in un sonno
profondo, come Biancaneve dopo aver ceduto al frutto stregato, vittima di
narrazioni ingannevoli. Il regno del Ticino aveva sì le casse vuote, ma con
oltre 400 milioni di franchi all’anno, sosteneva già oltre 110.000 persone con sussidi
concreti e generosi, tra i più alti della Svizzera.
Per il 28 settembre ricordate che le due mele splendenti sembrano appetitose,
ma sono intrise di veleno. Votate quello che volete, ma sappiate che: “Chi
morde senza pensare rischia di addormentarsi per sempre!”
Graziano Besana,
sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

