Andrea Giudici
La Locarno che verrà
Redazione
29.02.2024 14:30

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il 2 giugno 1946 i cittadini di
Lugano rifiutarono il credito per la realizzazione di un anfiteatro nel parco
civico, dove si intendeva collocare la rassegna del film fondata nel 1944. Un
comitato di coraggiosi locarnesi, sostenuti dal sindaco di allora G.B. Rusca,
intuì l’opportunità di lanciare un Festival del film a Locarno, nel parco del
Grand Hotel. Circostanza oggi quasi incredibile, il 22 agosto 1946, appena due
mesi dopo la fine della rassegna luganese, si inaugurava il primo Festival del
film di Locarno. Con enorme entusiasmo, pochi mezzi finanziari, nessuna
esperienza: fu proiettato anche “Roma città aperta”, capolavoro di Rossellini.
Nel 1971 la Piazza Grande si apre alle proiezioni. Il Festival è oggi un
pilastro culturale e anche economico della città.
La concretezza e lo spirito
innovativo dell’immediato dopoguerra li possiamo e dobbiamo avere anche oggi.
La litigiosità non aiuta. Quando partiti, Municipio, Consiglio comunale sono
stati compatti opere rilevanti sono state realizzate: penso alla galleria Mappo
Morettina, all’istituto Stefano Franscini del politecnico al Monte Verità, al
centro balneare, al Palacinema, alla Sala da giochi. Divisi abbiamo invece
perso molte occasioni: la facoltà di architettura, un vero centro culturale con
sala multiuso, infine il museo del territorio.
Il nostro futuro sta nel
turismo, nella cultura, nei servizi: insieme creano posti di lavoro. Il turismo
vive una rivoluzione, nei modi, nei tempi di trasferta (Alptransit) e
soggiorno, nelle aspettative degli ospiti. La città deve favorire, in sede
pianificatoria, la nascita e l’adattamento delle strutture alberghiere adeguate
anche per gli ospiti di breve periodo, ai giovani, agli amanti della cultura.
Gli orari di apertura di ristoranti e negozi devono essere in sintonia con i
nostri tempi. Il turismo congressuale dovrà essere incentivato con la
realizzazione di una nuova struttura da realizzarsi con la collaborazione dei
comuni vicini: penso in particolare al sedime dell’ex aeroporto di Ascona di
proprietà del patriziato. Sarebbe il luogo ideale anche per una sede definitiva
delle settimane musicali di Ascona. Le premesse culturali sono già in parte
presenti: Festival del film, concerti in Piazza Grande, spettacoli teatrali,
mostre tra Casa Rusca, il Castello, la collezione Ghisla e il Rivellino.
Tra i servizi indispensabili
figura il nostro Ospedale regionale La Carità, che serve una popolazione di
50'000 residenti, il doppio nei periodi di ferie. L’ospedale ha finora
soddisfatto le esigenze dei pazienti, con eccellenti professionalità mediche e
infermieristiche. La massima attenzione dovrà quindi essere data da parte del
futuro Municipio alla dotazione dei reparti che compongono la reale offerta di
prestazioni. Le alte specializzazioni saranno necessariamente concentrate, ma è
indispensabile che sia garantita un’alta qualità al più grande numero dei
pazienti che non rientrano in questa casistica eccezionale, cioè l’85% delle
degenze. Una città accogliente, insomma. Infine i lavori per il collegamento
con l’autostrada devono iniziare in tempi brevi. È un mio auspicio, ma anche un
impegno per le autorità politiche cantonali e comunali.
Andrea Giudici, candidato UDC
al Municipio di Locarno

