Maddalena Ermotti-Lepori
La domenica non si vende
Redazione
12.06.2023 11:44

Foto: © Davide Stallone
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Dal 2020,
grazie all’accordo tra sindacati e datori di lavoro, i negozi possono restare
aperti per una settantina di ore alla settimana, finestra temporale in cui
chiunque può trovare la possibilità di fare i propri acquisti.
Perché ora, un
modo unilaterale, il Parlamento ha proposto ulteriori aperture? E non si tratta
semplicemente di una domenica in più di lavoro per il personale: infatti, oltre
alla domenica e all’oretta in più di lavoro nei 5 festivi non parificati e
nelle 3 domeniche prenatalizie, a preoccupare maggiormente è la modifica della
metratura massima dei punti vendita (da 200 a 400 m2) dove sarà possibile
tenere aperto il negozio in zone turistiche dal lunedì alla domenica e dalle 6
sino alle 22.30.
E non si pensi che
le zone turistiche siano solo Ascona e Morcote: ci ha pensato il Governo, per
decreto, a considerare i due terzi del territorio cantonale come zona a
vocazione turistica.
Avremmo così una
apertura 7 giorni su 7 per gran parte dei negozi: è questo che vogliamo? Una
società in cui non esistano giorni di pausa comuni? Niente festa?
Io ritengo
importante, per la società tutta, che vi sia un giorno comune libero
per tutti (salvi i servizi essenziali).
Se vince il sì, il
personale troverà ancora più difficile conciliare lavoro e famiglia, e
oltretutto non guadagnerà affatto di più: semplicemente finirà più tardi la
sera, con le stesse ore di lavoro di prima, grazie agli orari spezzettati.
Anche a favore del personale, respingiamo questa
modifica di legge e mettiamo un bel NO nell’urna: la domenica non si vende.
Maddalena
Ermotti-Lepori, granconsigliera del Centro

