Carola Barchi
La difesa dell'ambiente e dell'economia passa anche dalle infrastrutture
Redazione
03.10.2023 18:50

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Il 12 settembre scorso, sono andata ad
ascoltare la bella conferenza che Giovanna Viscardi ha organizzato a
Mendrisio sulle infrastrutture per la mobilità nel mendrisiotto e
ascoltato con grande piacere l'intervente del sindaco di Mendrisio Samuele
Cavadini e l'intervento del sindaco di Chiasso Bruno Arigoni, ma
soprattutto l'intervento dell'economista Remigio Ratti.
Il docente dell'università di Friborgo Remigio
Ratti ha detto a chiare lettere all'evento organizzato dalla Viscardi che
bisogna capire molto bene che gli investimenti previsti nel fondo della
confederazione per la ferrovia sono in gran parte per manutenzione e
modernizzazione dell'attuale rete ferroviaria già esistente e che se si vogliono
realizzare opere nuove, come il prolungamento a sud di Lugano di Alptransit
bisognerà trovare un budget pari a 50 miliardi di frs supplementari.
Io sono candidata in una lista di
"accompagnamento" a quella ufficiale del Plr, ma come candidata della
lista LEA -Libertà Energia Ambiente-, non posso esimermi da dire che in
Svizzera negli ultimi 20 anni si è troppo lesinato con gli investimenti, sia in
ambito ferroviario che stradale, come pure in ambito energetico, portando la
nostra nazione a perdere terreno in rapporto ad altre nazioni europee sulla
qualità e quantità di infrastrutture strategiche. In Francia, oramai, il Tgv o
altavelocità ferroviaria ha una rete sul territorio di centinaia e centinaia di
km, collegando non solo Lione a Parigi con l'altavelocità ferroviaria, ma anche
Tolosa, Biarritz, Lille, Strasburgo, ecc. Anche un Paese come l'Italia che di
norma non brilla per le sue infrastrutture, ha portato avanti l'altavelocità
ferroviaria con più convinzione di noi, realizzando un'opera che collega
Milano-Roma in 4 ore invece delle 8 e mezza di prima.
Noi svizzeri quando nel 1991 e nel 1992 per le
votazioni su Alptransit e Ferrovia 2000 abbiamo massicciamente detto Si ai
quesiti posti in votazione, c'era stato detto, nei dibattiti televisivi, che
entro il 2030/2035 avremmo avuto Alptransit da Basilea a Chiasso (e in Ticino
ciò avrebbe significato la realizzazione del prolungamento a sud, ma anche la
realizzazione della galleria di circonvalazione del bellinzonese fra Gnosca e
Sementina!).
Treni che viaggiano a 250 km/ora fra Basilea e
Milano permettono collegamenti per i viaggiatori più veloci ed efficienti (e
molto meno inquinanti degli aerei) e il collegamento fra il secondo porto
d'Europa per traffico merci (dopo Rotterdam), ossia Genova, e Basilea vuol dire
garantire una moderna ed efficace rete logistica, essenziale per
approvvigionare le aziende dell'alto piano svizzero, tenendo presente che a
Genova arrivano le merci che passano dal canale di Suez che provengono da tutta
l'Asia (in primis Cina e India). I nostri telefonini, i nostri computer,
molti dei nostri farmaci, passano dal canale di Suez, arrivano a Genova e poi
vengono smistati in mezza Europa (purtroppo ancora troppo via camion, invece
che col treno).Gli svizzeri e i ticinesi hanno votato 30 anni Si all'iniziativa
delle Alpi che chiedeva di portare TUTTE le merci dalla strada alla
ferrovia!! Dopo più di un quarto di secolo da quella votazione la volontà del
popolo non è stata attuata!! Se vogliamo che le cittadine e i cittadini si riavvicinino
alla politica e alle elezioni, iniziamo con l'attuare quello che la popolazione
ha votato! Per attuare l'iniziativa delle alpi e trasferire le merci dalla
strada alla ferrovia, abbiamo un bisogno impellente di realizzare e
completare Alptransit.
Come candidata al Consiglio nazionale
sono molto conscia che le priorità della prossima legislatura, 2023/2027
della politica federale sono tre: rilancio e realizzazione di infrastrutture
per la mobilità; investimenti per garantire l'approvvigionamento elettrico; e
trovare una soluzione ai continui aumenti dei costi sanitari e dei premi della
cassa malati.
Ma non si può concentrarsi solo sul secondo e
terzo tema, perché una Svizzera fuori dall'Unione europea politicamente, non
deve assolutamente significare una Svizzera e un Ticino isolato con il
resto d'Europa a livello di trasporti e mobilità. Per l'ambiente caro a
tutti noi, ma anche per l'economia abbiamo bisogno di una Svizzera e un
Ticino connesso con il resto d'Europa in modo efficente, veloce e moderno. Ecco
perché per i prossimi 30 anni, come dice il professor Ratti, bisogna trovare 50
miliardi aggiuntivi per delle nuove infrastrutture per la mobilità. E iniziamo
a trovarli, facendo diventare una priorità chiara e definita della
legislatura 2023/2027 il completamento di Alptransit.
Carola Barchi, candidata
al Consiglio nazionale per LEA-Plrt, Lista 5, ca Nr. 1

