Elio Del Biaggio
La credibilità della politica: prima il Paese, poi tutto il resto
Red. Online
04.09.2026 10:07

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La politica, prima ancora di essere
programmi, partiti, slogan o promesse, è una questione di credibilità. E la credibilità non si proclama: si
costruisce nel tempo, attraverso comportamenti, scelte e coerenza. Chi assume
una responsabilità pubblica dovrebbe considerarla innanzitutto un servizio alla
comunità, non un’occasione per affermare sé stesso. Ma quali qualità dovremmo pretendere da
chi ci rappresenta? Onestà, modestia, capacità,
professionalità, esempio e serietà. L’onestà dovrebbe essere il punto di
partenza. Chi amministra il bene pubblico deve sapere che ogni decisione
riguarda risorse, diritti e futuro dei cittadini che gli hanno affidato una
responsabilità. L’interesse personale, quello del proprio gruppo o degli amici
non può mai venire prima dell’interesse collettivo. E qui entra anche un tema spesso
affrontato con imbarazzo: guadagni e privilegi della politica. È giusto che chi
assume importanti responsabilità pubbliche riceva un compenso adeguato. La
politica non deve diventare un’attività riservata soltanto a chi dispone già di
grandi mezzi economici. Ma una retribuzione proporzionata alla responsabilità è
una cosa: trasformare la politica in una fonte di privilegi, vantaggi personali
o rendite è un’altra.
Non perdere il contatto con la realtà
Il punto, quindi, non è soltanto quanto
guadagna un politico, ma il rapporto tra ciò che riceve e ciò che restituisce
alla collettività. Più sono grandi le responsabilità, i compensi e i benefici
legati a un incarico, più devono essere elevati gli standard di competenza,
trasparenza e comportamento. Ogni franco pubblico deve essere trattato con
rispetto e ogni privilegio deve essere giustificato dalla funzione, non dalla
persona. La modestia non significa chiedere ai
politici di vivere in povertà. Significa non perdere il contatto con la realtà
quotidiana dei cittadini: con chi fatica ad arrivare a fine mese, con i giovani
che cercano opportunità, con le famiglie che devono fare i conti con costi
sempre più pesanti. La capacità e la professionalità, poi,
sono indispensabili. Governare non significa soltanto comunicare o raccogliere
consenso: significa conoscere i problemi, studiare le soluzioni, scegliere
persone competenti e assumersi la responsabilità delle decisioni.
Dare il buon esempio
Esempio e serietà dovrebbero essere
altrettanto importanti: chi ricopre un incarico pubblico deve essere il primo a
dare il buon esempio, rispettando le regole che chiede agli altri di
rispettare, mantenendo ciò che promette, evitando di trasformare ogni problema
in uno spettacolo e avendo il coraggio di dire anche dei «no» quando sono
necessari. Soprattutto, chi fa politica dovrebbe
ricordare una regola semplice: prima viene il Paese, poi il partito, il
proprio ruolo, la propria carriera, i propri interessi e le proprie amicizie. Quando questa gerarchia si capovolge, la
politica perde la sua funzione. Nascono favoritismi, appartenenze e una
distanza sempre maggiore tra cittadini e istituzioni. E quando si diffonde la
convinzione che contino più le conoscenze dei diritti, più l’appartenenza del
merito e più l’amicizia della competenza, si incrina la fiducia nella
democrazia stessa. Non dobbiamo però confondere la politica
con il sospetto permanente. Una democrazia ha bisogno di persone disposte a
impegnarsi e ad assumersi responsabilità. Ma proprio perché la politica
comporta potere, visibilità, remunerazione e talvolta importanti vantaggi
personali, deve essere accompagnata da un livello ancora maggiore di
responsabilità e trasparenza.
Le domande
Forse dovremmo tornare a giudicare chi
ci rappresenta con domande semplici: chi sono e da dove vengono? Quanto sono capaci
e preparati? Come si mostrano e come si comportano? Come gestiscono il denaro
pubblico? Quali vantaggi ottengono dal loro incarico? Sono trasparenti? E cosa
fanno quando l’interesse del Paese entra in conflitto con il proprio? È lì che si misura la vera credibilità. Un buon politico non è necessariamente
quello che parla meglio, che appare di più o che vince ogni discussione. È
quello che comprende che la carica pubblica non è una rendita personale, il
denaro pubblico non è denaro di nessuno e il potere non è un privilegio: è una
responsabilità temporaneamente affidata dai cittadini. E alla fine, il cittadino non chiede
necessariamente politici poveri, né persone senza ambizioni. Chiede politici
onesti, competenti e seri: capaci di mettere l’ambizione personale dopo
l’interesse collettivo e i fatti prima delle parole. Perché la politica, prima di tutto,
dovrebbe ricordare una cosa tanto semplice quanto fondamentale: prima il bene
del Paese, poi il proprio.

