Gian Marino Martinaglia
La consigliera federale che conosce bene la Svizzera
Redazione
30.09.2025 11:39

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Abbiamo
una consigliera federale capace di rappresentare la Svizzera perché è convinta
della validità del suo modello. Non è un rappresentante qualsiasi di prodotti
che nemmeno lui consuma. La cosa non è evidente nell’era dei manager e degli
affaristi à tout prix e di chi ne segue le orme. Già nel suo discorso per il 1
agosto ci ha ricordato l’importanza della neutralità, del cooperativismo e del
senso civico e ha riconosciuto i meriti della nostra cultura politica, che ci
differenzia sostanzialmente fra nazioni con segni di scetticismo verso la vera
democrazia e la difesa della pace. Ora alla assemblea delle Nazioni Unite la
nostra Karin ha sottolineato come una politica multilaterale, cioè non
orientata alla costruzione di blocchi, bensì aperta al libero scambio non solo
di merci - si capisce - verso il resto del mondo, possa contribuire ad una
migliore convivenza pacifica. Nel contempo ha espresso i timori per gli
orientamenti autocratici che si osservano. Chiaro il riferimento alla
concentrazione di potere nelle mani di un presidente americano che scatena una
guerra commerciale contro il piccolo stato della Svizzera e non solo. Forse
costui è stato urtato proprio dalla mancanza di pari autoritarismo di una
strana presidente che rappresenta un modello di stato a lui totalmente
sconosciuto. Trattare con semplicità, schiettezza e intelligenza, senza
arroganza o sfoggio di potere, può essere urtante. A New York ha avuto il
coraggio di esprimere il concetto di forza non legata alla grandezza di paesi o
eserciti ma alla autorevolezza e coerenza che si dimostra, richiamando alla
tutela dei diritti universali. Ognuno è responsabile, specie chi svolge ruoli
delicati. L’arroganza, la brama di potere, la retorica della guerra insita
nell’animo umano, sono tutte strade in discesa facili da percorrere.
Gian Marino Martinaglia, Cadro

