Lorenzo Quadri
La CEDU minaccia la nostra sicurezza
Redazione
05.04.2026 07:57

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C’è un dato che dovrebbe far
saltare sulla sedia chiunque abbia ancora un minimo di senso della realtà: nel
2025 il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto 140 procedimenti penali
per terrorismo, in larga parte legati all’estremismo islamico. Quasi il 40% del
totale dei nuovi incarti, che sono stati 363. Un segnale d’allarme chiarissimo.
Nel dicembre 2016, l’allora
consigliere nazionale centrista Fabio Regazzi presentò una mozione a Berna con
cui chiedeva che i jihadisti condannati venissero espulsi senza se né ma. La
mozione venne adottata sia dal Consiglio nazionale (settembre 2018) sia dal
Consiglio degli Stati (marzo 2019). Tuttavia, non venne mai applicata. Nel 2022
fu stralciata dal ruolo perché la maggioranza, con una pavida giravolta, la
reputò inconciliabile con il diritto internazionale.
Nel 2024 ho presentato a Berna
una mozione dal tenore molto simile, che però venne respinta dal Consiglio
nazionale nel giugno 2025 per 99 voti a 89. Non si tratta certo di una
maggioranza schiacciante; pertanto, la mozione verrà riproposta.
L’espulsione dei jihadisti si
inserisce nel tema più generale dell’allontanamento dei delinquenti stranieri.
Quest’ultimo, pur essendo stato approvato dal popolo, fa acqua da tutte le
parti. Il Codice penale svizzero elenca i reati che implicano obbligatoriamente
l’espulsione. Tuttavia, essa viene pronunciata solo nel 60% dei casi e solo il
63% delle espulsioni pronunciate viene effettivamente eseguito. La colpa è
della clausola di rigore, voluta dalla partitocrazia, secondo la quale non si
può espellere un delinquente quando tale misura risulterebbe «sproporzionata».
Ovviamente, il concetto di «sproporzione» viene dilatato di continuo dai
tribunali, in particolare sulla scorta della Convenzione europea dei diritti
dell'uomo (CEDU) e delle decisioni della relativa Corte EDU. L’ovvia
conseguenza è che sempre più delinquenti stranieri restano qui; terroristi
islamici compresi.
L’esempio da seguire, a questo
punto, arriva da nord. Il governo socialdemocratico (!) danese ha infatti
deciso che, a partire dalla prossima estate, i delinquenti stranieri condannati
ad almeno un anno di detenzione verranno espulsi senza eccezioni. Anche in
questo caso si pone un problema di compatibilità con la CEDU. Ma in Danimarca,
giustamente, fanno spallucce. Il problema, comunque, è di facile soluzione:
basta disdire la CEDU. Un passo che la Svizzera dovrebbe compiere quanto prima.
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

