Lorenzo Quadri
IPCT: la narrazione sulle “rendite vicine al minimo”
Redazione
03.06.2024 14:27

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Domenica prossima 9 giugno
bisogna votare NO alle misure di compensazione IPCT; in caso contrario,
centinaia di milioni di franchi dei contribuenti ticinesi finiranno in un pozzo
senza fondo. Sull’arco di 20 anni, le misure di compensazione costeranno quasi
800 milioni (21.8 milioni all’anno più l’accantonamento di 300 milioni) ai
quali va aggiunto il mezzo miliardo già stanziato nel 2012. Siamo vicini quota
1.3 miliardi. Con appena il 50% di possibilità che questa somma stratosferica
possa risolvere il problema. Ergo, tra qualche anno i contribuenti saranno di
nuovo ricattati e chiamati a mettere mano al borsello.
La cassa pensioni del Cantone è
quella con il peggior grado di copertura della Svizzera (64.85%). Però il tasso
di conversione è il più alto in assoluto (6.05%; fino allo scorso anno era
addirittura del 6.17%). Traduzione: si offrono prestazioni di lusso senza però avere
i soldi necessari.
Il serbatoio della Rolls Royce è
vuoto. La partitocrazia sapeva da decenni che, con il carburante a
disposizione, poteva permettersi di far viaggiare al massimo una Toyota. Però
ha voluto mantenere la Rolls Royce per calcolo elettorale. Giuliano Bignasca,
già due decenni fa, fu tra i primi a denunciare questa situazione. Adesso siamo
alla resa dei conti.
Chi, diversamente dal Ticino, i
compiti li ha fatti, ha anche ottenuto dei risultati. Ad esempio: l’istituto
previdenziale di Lucerna ha un grado di copertura del 109.7% con un tasso di
conversione del 5.20%. Quello di Zurigo
ha una copertura del 102.9% ed un tasso di conversione del 4.86%; Nel Canton
Grigioni, la copertura è addirittura al 113.2%, con un tasso di conversione del
4.70%.
ErreDiPi alle recenti elezioni è
entrata in forze nel CdA di IPCT in rappresentanza degli affiliati, ottenendo
tre posti su cinque a scapito dei sindacati storici. L’ovvia conseguenza sarà
una politica di rivendicazione ad oltranza, a spese dello “Stato” ossia dei
contribuenti; oltretutto portata avanti con metodi non svizzeri. Un motivo in
più per votare no alle misure di compensazione.
Il coordinatore ErreDiPi ha
dichiarato, dopo l’ultima manifestazione di piazza risoltasi con un flop
(partecipazione infima) che “l’importante è smontare una
narrazione”. Giusto: l’importante è smontare la narrazione di ErreDiPi,
Vpod e compagnia brutta, le quali continuano a ripetere che, in caso di No il 9
giugno, le pensioni degli affiliati ad IPCT sarebbero “tra le peggiori della
Svizzera e vicine al minimo LPP”. Non è vero. I dati usati dal fronte del
Sì sono taroccati, in quanto non tengono (volutamente) conto del fatto che lo
stipendio assicurato secondo la LPP (piano minimo) e lo stipendio assicurato
calcolato da IPCT sono diversi.
Anche senza le compensazioni
poste in votazione, la rendita obiettivo di IPCT rimarrà di molto superiore sia
al minimo di legge che alle condizioni medie degli altri lavoratori dipendenti
in Ticino: prendendo ad esempio un collaboratore statale che lavora al 60% con
un salario annuo di 50’000 franchi, la maggior rendita rispetto alle
prestazioni minime previste dalla legge LPP, anche senza compensazioni, sarà
pari al 67%; mentre un alto funzionario impiegato al 100% con un salario di
150’000 franchi beneficerà addirittura di un “surplus” del 133%. Numerosi
lavoratori del privato, per contro, devono sì accontentarsi del minimo di
legge.
Altrimenti detto: IPCT
continuerà ad offrire delle prestazioni interessanti anche senza misure di
compensazione. Senza contare che i suoi affiliati beneficiano della rendita
ponte e dell’adattamento delle rendite all’inflazione, che il minimo LPP invece
non prevede.
Va pure ricordato che le misure
di compensazione andranno a beneficio dei funzionari “anziani”, con stipendi
alti ed una carriera piena. Non certo dei giovani, o delle donne con
interruzioni di carriera, che continueranno a finanziare le rendite dorate altrui.
A dir poco surreale il tentativo
di ErreDiPi di far credere che “altre casse pensioni potrebbero seguire
l’esempio e tagliare sulle rendite”.
Le altre casse pensioni,
diversamente da quella del Cantone, si sono rimesse in carreggiata da un bel
pezzo. Gli affiliati hanno dovuto pagare il prezzo del risanamento, va da sé
senza alcun contributo statale. E adesso questi stessi cittadini dovrebbero
venire di nuovo chiamati a mettere mano al borsello per finanziare le “misure
di compensazione” a beneficio degli affiliati ad IPCT? Ma anche no!
Lorenzo Quadri
Municipale di Lugano, Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

