Graziano Besana
Insegnare meccanica, informatica o elettronica alle elementari
Redazione
14.09.2024 09:45

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“Perché
non insegnare nozioni di meccanica, informatica o elettronica già alle
Elementari? Si farebbe capire ai giovani cos’è questo mondo che oggi non
conoscono".
Perché no, in effetti? L'idea, proposta oggi dal
presidente di un’associazione industriale ticinese, è sorprendentemente
ambiziosa. Dopotutto, quale modo migliore per preparare i bambini alle
complessità del mondo moderno se non introducendoli all'ingegneria meccanica,
all'informatica e all'elettronica quando stanno ancora imparando l'alfabeto?
Immagina un bambino dell'asilo che, dopo aver
realizzato un lavoretto con la plastilina, passi senza sforzo a programmare un
semplice algoritmo. Entro i 10 anni potrebbe già avere eseguito il suo primo
progetto con una stampante 3D! Certo, potrebbe ancora aver bisogno di aiuto per
allacciarsi le scarpe, ma saprebbe sicuramente come ripararti il Wi-Fi.
È vero che il mondo dipende sempre di più
dalla tecnologia. I bambini delle scuole elementari vivono già la loro
quotidianità circondati da schermi, eppure molti non hanno la minima idea di
come funzionino questi dispositivi magici. Una piccola introduzione ai circuiti
o alle basi della programmazione non sarebbe forse illuminante? Si potrebbe
anche coltivare una generazione di pensatori in fasce in grado di comprendere
il mondo che interessa all’industria, tralasciando quello della fantasia e
della spensieratezza di cui hanno certamente più bisogno a quell’età. Spesso la
fantasia dei bambini paga più dell'intelligenza, formando quell’attitudine
creativa presente negli adulti che li rende più resilienti e performanti nella
vita quotidiana e professionale.
Prima di avanzare tale proposta, qualcuno
avrebbe dovuto porsi la domanda: potrebbero davvero giovani menti, che faticano
a stare ferme durante la lettura di una storia, affrontare le complessità dei
sistemi meccanici o elettronici? O ci prepareremmo solo a una nuova ondata di
esaurimento infantile?
Per quanto la visione possa sembrare accattivante,
il concetto di fondo è solido, quanto disumano. Colmare il divario tra i
dispositivi che i bambini usano e come funzionano potrebbe dotarli di
competenze per il futuro utili soprattutto all’industria.
Speriamo solo che capiscano le divisioni,
prima di iniziare a costruire robot.
Graziano Besana, Lugano

