Lorenzo Quadri
Iniziative sulla cassa malati: un «piano» inaccettabile
Red. Online
19.04.2026 08:15

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Il modo in cui il
Consiglio di Stato intende applicare (?) le due iniziative popolari sulla cassa
malati (di Lega e PS) non va bene. Più che un piano di attuazione in due fasi,
sembra un piano di rottamazione in fase unica.
Le proposte per la prima
tappa che il CdS ha presentato lo scorso mercoledì paiono fatte apposta per
essere silurate.
Secondo le intenzioni
governative, la prima tappa costerebbe al Cantone 51 milioni all'anno, che
verrebbero finanziati per metà con risparmi e per metà con aggravi fiscali. Già
si parte col piede sbagliato. I cittadini, votando l'iniziativa popolare leghista,
hanno deciso di pagare meno imposte; non certo di più. Pertanto, sarà
opposizione dura contro ogni tentativo di mettere le mani nelle tasche della
gente. Il nodo vero resta quello della spesa pubblica. Un apparato
statale sempre più ingombrante, e che si autoalimenta, non può continuare a
sottrarsi a una revisione seria. In questo senso, è necessario portare
rapidamente in votazione l’iniziativa “Stop all’aumento dei dipendenti
cantonali”, ferma dal gennaio 2025 in un cassetto di Palazzo delle Orsoline.
Una misura che, se approvata, consentirebbe risparmi significativi: nell’ordine
di un'ottantina di milioni all'anno.
Inoltre, è inaccettabile
che le due iniziative popolari sulla cassa malati vengano messe nello stesso
calderone, con l'evidente obiettivo di affossarle entrambe.
L'iniziativa della Lega afferma un'ovvietà: lo Stato non
può pretendere dal cittadino che paghi le tasse su soldi che non ha più. E non
li ha più perché lo Stato lo ha costretto a spenderli, essendo la cassa malati
un'assicurazione obbligatoria.
Inoltre, l'iniziativa leghista è finanziabile. Al Cantone
costerebbe una quarantina di milioni all'anno. Una simile somma è recuperabile
tramite risparmi. La spesa pubblica cantonale naviga infatti sui 4,5 miliardi
di franchi all'anno, una cifra mostruosa. Pertanto, questa iniziativa va
attuata integralmente già dall'anno prossimo. Tanto più che la sua applicazione
pratica è di una semplicità estrema: basta modificare una casella nel
formulario della dichiarazione fiscale.
Ad essere problematica è l'iniziativa socialista del 10%.
Ma se a sinistra, per
"posizionarsi politicamente", hanno venduto fumo ai ticinesi con
promesse infinanziabili; se hanno fatto credere ai cittadini che, da un giorno
all'altro, sarebbero saltati fuori per magia 350 milioni di franchi all'anno
(cifra in continuo aumento), se ne devono anche assumere la responsabilità.
Non ci deve andare di
mezzo chi - la Lega - ha avanzato una proposta concreta e realizzabile. E non
ci devono andare di mezzo i cittadini che questa proposta l'hanno votata!
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

