Roberto Cantone
Iniziativa antidumping: no a inutili carichi burocratici che penalizzano il Ticino
Redazione
02.03.2026 09:09

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Come imprenditore attivo nell’impiantistica elettrica,
conosco bene cosa significa gestire cantieri, coordinare squadre, rispettare
normative severe e consegnare lavori puntuali e sicuri. Ogni giorno affrontiamo
margini ridotti, difficoltà nel reperire personale qualificato e una burocrazia
già molto pesante. Per questo l’iniziativa “Rispetto per i diritti di chi
lavora!” rappresenta per noi un problema serio, non una soluzione. L’obbligo
di notificare ogni contratto, ogni modifica e ogni cessazione significherebbe
un carico amministrativo enorme. Passeremmo più tempo a compilare moduli che a
installare impianti, con ritardi e costi che inevitabilmente finirebbero per
pesare sui clienti e sulla competitività delle aziende, e quindi anche sugli
impieghi. Inoltre, il Cantone dovrebbe assumere un numero impressionante di
nuovi ispettori per gestire questa mole di documenti, generando costi milionari
che andrebbero a gravare su tutti, senza offrire benefici reali né ai
lavoratori né alle imprese. Il Ticino è già uno dei Cantoni più controllati:
introdurre ulteriori obblighi non migliora la qualità del lavoro, la complica.
E poi nel nostro settore ci sono già i controlli della commissione paritetica
che garantisce il rispetto del contratto collettivo del nostro settore.
Aggiungere altri controlli non servirebbe a nulla, solo a spendere soldi
pubblici e a gravare le nostre aziende con inutili carichi burocratici. Noi
imprenditori non temiamo i controlli: chiediamo solo regole chiare,
proporzionate e applicabili, per poterci concentrare sulle nostre attività. Questa iniziativa non tutela i lavoratori, ma
rallenta un settore che ha bisogno di efficienza, flessibilità e
professionalità. Per questa ragione l’8 marzo dobbiamo votare NO.
Roberto Cantone, imprenditore nel settore elettrico a Locarno e membro di
comitato dell’associazione del settore elettrico EIT.ticino

