Sabrina Gendotti
Incidente Gobbi: altro che agenti "presunti innocenti"
Redazione
08.11.2024 15:50

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In occasione della
trasmissione “Detto Tra Noi” andata in onda mercoledì 6 novembre su TeleTicino,
l’onorevole Gobbi, in relazione all’incidente che lo ha visto coinvolto, ha
detto che i due agenti di polizia rinviati a giudizio sono da considerarsi “presunti
innocenti” visto che il Procuratore generale non li ha condannati perché non è
stato in grado di capire se avessero commesso o meno il reato di
favoreggiamento. Tale affermazione è errata e forviante. Il Ministero pubblico
promuove l’accusa dinanzi al giudice competente se, alla luce delle risultanze
dell’istruzione, ritiene di disporre di sufficienti indizi di reato e non può
emanare un decreto d’accusa (art. 324 del Codice di procedura penale). Stupisce
che il capo del Dipartimento delle Istituzioni, in carica da 13 anni, confonda
l’atto d’accusa con il decreto di abbandono, che corrisponde ad una sentenza di
assoluzione. Nonostante nei confronti dei poliziotti non sia ancora stata
emanata una sentenza cresciuta in giudicato e vale dunque il principio della
presunzione d’innocenza, la vicenda che ha li ha visto coinvolti unitamente
all’onorevole Gobbi è tutt’altro che una “cazzata”, come da lui stesso
definita. Gli indizi del reato di favoreggiamento sono stati eccome riscontrati
dal Procuratore generale, tanto da convincerlo ad emanare un atto d’accusa, altro
che presunti innocenti. Banalizzare il menzionato episodio è grave, e ancora
più grave è rilasciare dichiarazioni inveritiere.

