Giorgio Ghiringhelli
In Iran si brucia il velo islamico, e in Svizzera...
Redazione
29.03.2025 15:05

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Un amico
iraniano che fa la spola fra la Svizzera e Teheran mi ha scritto per
complimentarsi per il mio coraggio e la mia tenacia nel battermi contro
l’islamizzazione della Svizzera: strano che a farlo sia un musulmano, mentre da
noi c’è chi dà del razzista e xenofobo a chi critica l’utilizzo di una donna
velata per pubblicizzare una campagna di reclutamento di apprendisti, nevvero?
“Qui ha Teheran – ha aggiunto l’amico – sto assistendo a una deislamizzazione:
hijab (ndr. = veli islamici) bruciati, ayatollah picchiati, festeggiamenti di
Capodanno. Immagini che fanno tanto piacere. E per protesta mangiamo e beviamo
per strada durante il Ramadan. In Svizzera (ad esempio alla Migros e alla Coop)
si trovano molti più cartelli con la scritta Ramadan che non qui”. E siccome
questo amico ha un forte senso dell’ironia, ha concluso: “Il mondo va al
contrario: dovrò tornare in Svizzera per reislamizzarmi”. Strano che i media
occidentali non ci raccontino questi interessanti aspetti della vita a Teheran,
rivelatori di grossi cambiamenti di mentalità in atto che prima o poi faranno
saltare il regime teocratico degli ayatollah. Così mentre l’Europa si sta sempre più
islamizzando, in Iran, dopo quasi 50 anni di asfissiante e crudele applicazione
della sharia, le giovani generazioni si stanno allontanando sempre più
dall’islam. “Qui il sostegno a Netanyahu e a Trump è dell’80%” ha aggiunto il
giovane amico quando gli ho fatto notare che Israele e gli USA potrebbero
presto bombardare il suo Paese. Forse ha proprio ragione il generale Vannacci…
Giorgio
Ghiringhelli, Losone

