Luca Pagani e Antonio Marinovi
Imposizione individuale: equità promessa, disuguaglianze garantite
Redazione
02.03.2026 09:32

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L’8 marzo voteremo sull’imposizione individuale, proposta
per eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio; una riforma che
promette equità ma che rischia di produrre nuove disuguaglianze.
Con la tassazione individuale, la pressione fiscale
dipenderebbe dalla ripartizione del reddito nella coppia e non dalla reale
capacità economica. Ecco di seguito un esempio: due coppie con 120’000 franchi
annui verrebbero tassate in modo radicalmente diverso. Se nella coppia entrambi
i coniugi guadagnano 60’000 franchi, l’imposta federale diretta può ammontare a
circa 60 franchi; se invece il reddito è percepito da una sola persona,
l’imposta sale a circa 2’710 franchi. Fino a 45 volte in più a parità di reddito!
La riforma penalizzerebbe quindi le coppie monoreddito, i
concubini e soprattutto le famiglie monoparentali, già tra i gruppi più esposti
al rischio di povertà. Colpire chi vive con un solo reddito significa mettere
sotto pressione proprio le fasce più vulnerabili.
Ridurre il dibattito a uno scontro ideologico sui modelli
familiari è fuorviante. Nessuno contesta la maggiore partecipazione femminile
al lavoro. Il punto è scegliere strumenti efficaci. Non a caso, molti cantoni,
in 21 su 26, si oppongono alla riforma e propongono alternative mirate. La
presidente del Consiglio di Stato sciaffusano Cornelia Stamm Hurter, ad
esempio, suggerisce deduzioni più elevate per il secondo reddito (conseguito
infatti nella maggior parte dei casi da donne) e incentivi concreti alla custodia
dei figli.
A ciò si aggiungono i costi amministrativi: circa 1,7
milioni di dichiarazioni fiscali in più, con centinaia di nuovi funzionari pari
ad una nuova massa salariale stimata in 200 milioni di franchi annui, tutti da
pagare dai contribuenti. Quando gli iniziativisti affermano che i costi possono
essere superati dalla digitalizzazione non offrono soluzioni concrete. Di
fatto, la digitalizzazione dell’amministrazione pubblica, in Svizzera, rispetto
ad altri paesi, va’ a passo molto più lento, e dunque non si tratta di una
soluzione realistica per il medio-corto termine.
La penalizzazione del matrimonio può essere risolta con
strumenti più semplici e meno costosi, dallo splitting al calcolo alternativo
dell’imposta, già adottati da diversi cantoni da decenni.
Per questi motivi, invitiamo a respingere l’imposizione
individuale e a sostenere soluzioni più eque, sostenibili e rispettose delle
scelte delle famiglie e dei gruppi sociali più fragili.
Luca Pagani, ex gran consigliere per il Centro, e Antonio
Marinovic, coordinatore Giovani del Centro Balerna

