Lorenzo Quadri
Immigrazione: qualità al posto di quantità
Redazione
26.04.2026 08:07

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Il prossimo 14 giugno i cittadini
svizzeri saranno chiamati a votare sull’iniziativa “No a una Svizzera da 10
milioni di abitanti”, un tema che sta già suscitando un acceso dibattito
politico e mediatico.
L'obiettivo dell'iniziativa è
evitare che la popolazione svizzera superi i 10 milioni di abitanti entro il
2050. Dopodiché, il limite verrà adattato annualmente.
Negli ultimi vent’anni la
Svizzera ha registrato l’arrivo di circa 1,8 milioni di immigrati. Oggi la
popolazione residente straniera sfiora i 2,5 milioni di persone (oltre il 28%
degli abitanti). L’immigrazione netta si attesta intorno alle 100.000 persone
l’anno.
Un altro elemento rilevante
riguarda il sistema d’asilo: dal 2000 sono state presentate in Svizzera circa
655.000 domande. Ma solo il 17% di queste è stata accolta. E l'80% delle
persone che si trovano qui come asilanti è a carico dell'assistenza.
Eppure, il racconto mainstream
denigra ogni tentativo di regolare l'immigrazione condannandolo moralmente ed
inventandosi di sana pianta conseguenze catastrofiche. L’iniziativa "No ad
una Svizzera da 10 milioni" non intende azzerare l’immigrazione: anche con
il suo eventuale accoglimento, si stima che potrebbero continuare ad arrivare
circa 40.000 persone all’anno.
Un punto centrale riguarda la
narrazione economica. Secondo alcune posizioni sindacali, l’immigrazione
sarebbe indispensabile per sostenere l’AVS. Tuttavia, anche gli immigrati
invecchiano e, nel tempo, diventano beneficiari del sistema pensionistico.
Va pure ricordato che la crescita
del PIL complessivo generata dall'immigrazione non si traduce in un aumento del
benessere pro capite. Il prof. Reiner Eichenberger dell’Università di Friburgo rileva
che in Svizzera la crescita reale pro capite è misera. Si colloca infatti allo
0,6%. Quindi: checché ne dica la partitocrazia, "immigrazione è uguale a
ricchezza" solo per chi immigra.
A ciò si aggiunge l’impatto
infrastrutturale: 100.000 nuovi residenti all’anno richiedono circa 50.000
nuovi alloggi - con conseguenze evidenti sul consumo di territorio e sulla
pressione abitativa - ed altrettante automobili. Quindi il traffico aumenta e l'inquinamento
pure.
Un altro tema riguarda il motivo
dell’immigrazione: il 40% degli ingressi dall’UE avviene per motivi familiari, non
lavorativi. E, tra gli stranieri che lavorano, solo il 20% è attivo in settori
dove sussiste una carenza di manodopera residente.
E che dire della criminalità
d'importazione? Ricordiamo che il 75% degli "ospiti" dei penitenziari
svizzeri non ha il passaporto rosso. E che gli stranieri sono responsabili del
60% dei reati commessi in Svizzera, malgrado costituiscano il 28% della
popolazione. La sproporzione è evidente.
L’iniziativa sui 10 milioni, ben
lungi dall'essere un'eresia, riporta al centro una domanda fondamentale: quale
livello di crescita demografica è realmente sostenibile il nostro Paese?
Il 14 giugno, votiamo Sì alla
sostenibilità: basta eccessi! Qualità al posto di quantità.
Lorenzo Quadri - Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

