Bressan & Rossi
Il voto e il focus sui premi, un’occasione da cogliere
Redazione
23.10.2024 11:46

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Recentemente
su questo giornale è apparso un articolo dal titolo “Cure ambulatoriali,
stangata da 80 milioni”. Ad esprimersi in questi termini è stato il Governo
ticinese in vista della votazione federale prevista il 24 novembre. La campagna
è appena partita e ritengo essenziale chiarire da subito perché sia necessario
parlare del reale contenuto ed effetto del “finanziamento uniforme”. Finalmente
abbiamo la possibilità di implementare una grande riforma del sistema sanitario
– attesa da 15 anni – che gode del sostegno dei medici, degli ospedali e delle
cliniche, dei fornitori di cure integrate, del settore delle cure (Spitex), dei
farmacisti, dell’economia e delle associazioni dei pazienti; nonché della
Conferenza dei Governi cantonali e quella dei direttori cantonali della sanità.
Dopo oltre
un decennio di approfondimenti parlamentari e compromessi politici, il
referendum lanciato dalla sola VPOD ci porterà a votare la modifica della LAMal
che mira a introdurre il finanziamento uniforme di tutte le prestazioni
sanitarie. Si potrà mettere fine all’iniquo meccanismo odierno per il quale i Cantoni
pagano attraverso il prelievo fiscale almeno il 55% dei trattamenti ospedalieri
stazionari, mentre la parte rimanente (45%) è presa a carico dalle casse
malati. Le cure ambulatoriali sono invece finanziate al 100% attraverso i premi
di cassa malati. Per le prestazioni di cura, i pazienti e le casse malati pagano
una quota fissa, il resto è a carico del Cantone. Un garbuglio che genera incentivi
negativi, maggiori costi e fa aumentare in maniera irrazionale i premi quando
correttamente si sceglie una cura ambulatoriale. Con il “finanziamento
uniforme”, tutti i trattamenti saranno pagati con la stessa chiave di riparto a
prescindere che siano dispensati in regime ambulatoriale, stazionario o nelle
case di cura. Avremo meno degenze, maggiori collaborazioni e coordinamento che si
stima porterebbero ad abbassare i costi di almeno 500 milioni di franchi
all’anno.
Perché
dunque opporsi a una riforma positiva per gli assicurati, che innescherà una
dinamica virtuosa per tutto il sistema? Il maggior onere sul Cantone è di
natura fiscale con un impatto favorevole sulle famiglie e le persone a basso
reddito, nonché un potenziale per frenare la crescita dei sussidi di cassa
malati. Il cittadino ticinese ne uscirà pertanto vincente. Rafforzando le cure
integrate e aumentando la componente ambulatoriale si miglioreranno infine le
condizioni lavorative per il personale sanitario e infermieristico (orari di
lavoro più regolari, attrattività, focus sul paziente), e il progetto darà ai
Cantoni diversi nuovi strumenti per controllare l'offerta e i costi nel settore
ambulatoriale. Dopo anni con le mani in mano il 24 novembre prossimo abbiamo
finalmente l’occasione di prendere una decisione centrale per i prossimi
decenni, rafforzando le cure e riducendo i costi!
Alessandro
Bressan (Membro di Comitato di H+) e Gianni R. Rossi (Vicepresidente H+)

