Tiziano Galeazzi
Il Ticino non può permettersi di restare a guardare
Red. Online
12.05.2026 14:49

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Prendo atto con
attenzione della risposta fornita dal Consiglio di Stato dello scorso 29
aprile, alla mia interrogazione (63.26 del 20 marzo 2026) concernente la
capacità del Canton Ticino di attrarre nuovi contribuenti ad alta capacità
fiscale, investitori internazionali e patrimoni in fase di riallocazione verso
la Svizzera, specie oggi, guardando al Medio Oriente in fiamme.
In un momento
in cui altri Cantoni (Zurigo e Ginevra come esempio) si stanno muovendo con
rapidità per attrarre nuovi contribuenti facoltosi, investitori e operatori
economici internazionali, il Ticino sceglie ancora una volta la strada
dell’attesa. Il Governo conferma un dato che nessuno mette in discussione: il
Ticino possiede indubbi elementi di attrattività, quali qualità di vita,
sicurezza, fiscalità, competenze finanziarie e stabilità istituzionale. Ma il
punto politico centrale non era questo. Il punto era, ed è tuttora, un altro.
Sapere se il
Cantone intenda limitarsi a riconoscere passivamente tali vantaggi oppure se
voglia finalmente trasformarli in una strategia concreta, coordinata e
misurabile di attrazione economica, residenziale e fiscale.
Su questo
aspetto la risposta del Governo appare francamente insufficiente. In sostanza
si affida esclusivamente al settore privato; banche, fiduciarie e
immobiliaristi.
Si parla
infatti di monitoraggio, di strumenti ordinari e di promozione generale del
territorio, ma non emergono nuove misure operative, una cabina di regia
cantonale dedicata, un coordinamento strutturato con i Comuni polo e con gli
operatori finanziari, né tantomeno una pianificazione precisa con obiettivi e
tempistiche condivise. Nemmeno si prende in considerazione la possibilità, come
in altri cantoni più furbi di noi, di intavolare dei team misti (pubblico e
privato) attivi non solo in Ticino ma anche in grado di muoversi fisicamente
nei territori dove vi potrebbero trovare potenzialità da accogliere.
Il Ticino,
invece, sembra continuare a confidare nel fatto che la propria attrattività
naturale sia sufficiente. Nel contesto competitivo attuale, l’attrattività non
produce risultati se non è accompagnata da: visione, tempestività, coordinamento
istituzionale e capacità di presentarsi come interlocutore credibile e pronto.
E questo
proprio nel momento in cui il Ticino discute costantemente di pressione sulle
finanze pubbliche, di necessità di nuove entrate e di difficoltà economiche per
famiglie e imprese.
La questione è
molto più seria, capire se il Canton Ticino intenda essere protagonista della
competizione intercantonale oppure semplice spettatore. Il Governo fa
riferimento anche a un tour avvenuto nel novembre 2024 a Londra, dove lo scopo
era la promozione del Cantone Ticino e la ricerca di persone Res-Non-Dom, ovvero
residenti non domiciliati britannici da accogliere in terra ticinese. Ebbene ad
oggi non abbiamo alcuno dato ufficiale di successo o insuccesso di questa
operazione. In questi casi ovviamente non serve farsi vedere una volta e poi
sparire, ma serve un punto di appoggio fisico, concreto e duraturo sul
territorio preso di mira, in questo caso la Gran Bretagna. Questo mi fa pensare
che non si abbia una impostazione operativa adeguata a questo genere di
operazioni.
Continuo
pertanto a ritenere necessario che il Governo esca da una logica puramente
descrittiva e intavolare una strategia cantonale esplicita volta a rafforzare
l’insediamento di nuovi contribuenti qualificati, nuovi capitali e nuovi
operatori ad alto valore aggiunto.
Perché oggi più
che mai, limitarsi ad attendere significa lasciare ad altri i benefici di
opportunità che potrebbero invece tradursi in gettito, posti lavoro e sviluppo
per il nostro territorio.
Tiziano Galeazzi, deputato UDC in Gran Consiglio e già municipale di Lugano

