Adriano Venuti
Il Sombrero non si tocca!
Redazione
08.05.2023 17:03

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
In
occasione delle elezioni federali del 2011 il Partito Socialista organizzò una
castagnata in piazza Molino Nuovo e io proposi di invitare Tita Carloni per
parlarci della sua fontana, il cosiddetto Sombrero. A quel tempo, Tita era un
simpatico vecchietto di 80 anni ancora pieno di vigore. Non c'erano microfoni e
quindi per farsi sentire meglio, salì in piedi su una sedia e io gli stavo
accanto, pronto a prenderlo al volo nel caso avesse perso l'equilibrio. Non lo
perse.
Non ricordo tutti i protagonisti del suo racconto, ma il sunto è molto
semplice: Tita era un giovane architetto praticamente senza lavoro, allora
pensò di andare a bussare in comune a Lugano dove conosceva qualcuno impiegato
presso l'ufficio tecnico e gli chiese se non avesse un qualche lavoro da
affidargli. Gli risposero che qualcosa poteva esserci, ma che sarebbe stato un
lavoro piccolo e semplice. Si trattava di realizzare dei bagni pubblici e una
fontanella a Molino Nuovo. Carloni interpretò il mandato con una visione più
ampia ed ecco che da oltre 60 anni il suo Sombrero domina quella piazza.
“Domina” è forse un parolone, perché nella realtà dei fatti la fontana è
mortificata dalla presenza disordinata di posteggi e cassonetti della
spazzatura su due lati e da una inutile colata di asfalto sul lato lungo via
Trevano.
Ma d'altra parte Lugano è piuttosto esperta nella mortificazione delle fontane
storiche, basti vedere quella di piazza Rezzonico circondata ancora oggi da un
anacronistico parcheggio che squalifica una parte centrale del Lungolago e
quella lì vicino, in piazza Manzoni, dove una volta c'erano i “Giardinetti” e
dove ora non c'è più un solo filo d'erba.
Se non si ha riguardo per i luoghi pubblici del Centro, non ci si possono certo
aspettare particolari attenzioni per quelli più periferici.
Alcuni anni dopo la realizzazione della Fontana di Molino Nuovo, Tita Carloni
diventa uno dei protagonisti del neo costituito Partito Socialista Autonomo.
Per lui sarà l'inizio del “Berufsverbot”: i socialisti non dovevano più
ricevere mandati per lavori pubblici.
È curioso, ma forse no, che con una mozione del 2017 sia stata proprio la Lega
dei Ticinesi a proporre di eliminare la fontana di Carloni per realizzare al
suo posto un parcheggio sotterraneo. Quasi a voler dire “Molino Nuova è nostra,
non vogliamo presenze $inistre”. Certo, il parcheggio permetterebbe di fare
ordine nel comparto, ma non giustifica l'eliminazione di quello che oggi è
ormai un segno qualificante e storico del quartiere.
Dopo quella mozione, Il Municipio ha organizzato un concorso aperto a quattro
team interdisciplinari. Di questi, solo un gruppo ha previsto il mantenimento
della fontana, ma il Collegio di esperti lo ha praticamente scartato,
preferendone uno che mantiene sì la presenza dell'acqua, ma non quella del
Carloni.
Il destino della fontana sembra segnato, ma credo che attorno ad essa possa
esserci una importante ed efficace mobilitazione popolare, appoggiata da
esperti di pianificazione e di architettura, capace di difenderla con successo.
Il Sombrero non va sacrificato, ma valorizzato!
Adriano Venuti, vicepresidente PS Ticino

