Tiziano Galeazzi
Il ruolo svizzero tra conflitti, UE e NATO in una polveriera
Redazione
11.10.2023 15:34

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Durante
una guerra in Europa si affaccia di nuovo la crisi Medio Orientale, con un atto
di guerra e di terrorismo senza precedenti da parte di Hamas contro lo stato di
Israele. Una situazione
altamente pericolosa visto che anche i Paesi arabi vicini si trovano
confrontati con la scelta di schierarsi o meno.
Se da una parte si ipotizza l’aiuto dell’Iran ad Hamas e alle frange
terroristiche affiliate, dall’altra
vi sono la Siria e il Libano in bilico. Nel mezzo si trovano spiazzati sia
Egitto che Giordania.
Quanto
abbiamo potuto apprendere dai media, l’operazione di Hamas è stata sicuramente
pianificata da mesi o addirittura da anni e finanziata dall’Islam più estremo.
Ancora
una volta è visibile da parte dell’Europa o meglio dall’Unione Europea di un
fallimento in politica estera. Senza coordinamento, senza voce e senza autorità
comune. Non riescono nemmeno
a mettersi d’accordo sulla questione dell’immigrazione giornaliera dall’Africa,
figuriamoci metterci la volontà per risolvere la crisi Mediorientale alle
sue origini.
Un’Unione
Europea più disunita che unita, questo oramai è sotto gli occhi di tutto il
mondo.
Ora,
in questa nuova grave crisi vengono in mente paesi e un loro eventuale ruolo diretto
o indiretto come la Russia, la Cina, la Turchia, l’Arabia Saudita e ovviamente
gli USA a un anno dalle elezioni per la presidenza. Già il solo citare queste
nazioni, vien da pensare a che tipo di interessi o meno ognuno cerca di
portarsi a casa da tutto questo caos. Due fronti (Russia-Ucraina, Palestina-Israele) pronti
a scivolare dalle mani. L’unica certezza purtroppo è che a pagare il
conto con la vita, sono le
cittadine e i cittadini di ogni Paese in guerra.
La
Svizzera, se per diversi aspetti si è dimostrata debole, senza voce e senza
anima, cercando di rinunciare alla neutralità che la contraddistingue con il
conflitto ucraino, ora vediamo quanto saprà fare sul nuovo fronte israeliano e
l’attacco vile di un gruppo ben organizzato di terroristi. Saranno o meno
inseriti sulla lista nera? Ancora una volta sembra che prevalga la poca
chiarezza e la titubanza che purtroppo da troppi anni sta indebolendo la nostra
immagine, sia dentro la Svizzera che fuori dai confini.
Questione
NATO: dopo certe fughe in avanti da parte del Consiglio Federale e da alti
ufficiali, ora arriva una notizia odierna di un’ipotetica richiesta di aprire
gli uffici NATO a Ginevra con la scusa di poter collaborare meglio con le
Organizzazioni internazionali presenti. Sarà, ma io non credo che questa
possibilità non abbia un altro fine e cioè con la classica tattica del salame,
avvicinarsi sempre più al nostro paese. Cosi è stato tentato con l’UE e ora
sembra anche con la NATO.
Staremo
a vedere come evolverà questa ennesima picconata contro la nostra neutralità
che sempre più vacilla.
Tiziano
Galeazzi, candidato al Consiglio nazionale per l'UDC

