Antonia Boschetti
Il rispetto dei diritti umani: un principio assoluto
Redazione
20.09.2023 15:49

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Recentemente i media hanno dato notizia
di un fatto avvenuto a gennaio ’23 in seguito al quale, per tre agenti della
polizia comunale di Chiasso, sono stati emessi un atto e due decreti d’accusa (abuso
di autorità e vie di fatto): un richiedente l’asilo, dopo essere stato
inseguito e fermato per via di un furto d’auto, ha subito ripetute percosse
malgrado fosse già ammanettato. Nell’intervista alla capo dicastero Sicurezza
pubblica di Chiasso (Ticinonews Sera, 12.09.’23) la giornalista sottolinea come
la Polizia comunale chiassese sia già stata sotto i riflettori per eventi
simili nel corso dell’anno. La Municipale conferma la reiterazione di
comportamenti analoghi ma aggiunge di voler “ricordare che i casi vedevano
coinvolti dei richiedenti l’asilo” mettendo in rilievo il tipo di permesso
detenuto da chi ha compiuto il reato.
Non è chiaro quale nesso abbia voluto
tessere la capo dicastero tra un abuso di autorità e il titolo di soggiorno di
chi ne è vittima ma questa associazione, per le orecchie di alcuni, è offensiva
perché in grado di corrompere un principio dalla validità assoluta: gli
interventi di polizia devono integrare la dimensione centrale del rispetto dei
diritti umani, delle leggi e dei principi internazionali che impegnano la
Svizzera e che orientano il lavoro della polizia, e del rispetto fondamentale
dei diritti e dell’integrità delle persone (Amnesty International). Alcune
associazioni ideologiche, come forse quella espressa dalla capo dicastero,
relativizzano questo principio portando a giungere a pericolose conclusioni; ad
esempio che percosse e abusi di potere da parte della polizia siano meno gravi
se inflitti ad un immigrato, oppure che un crimine, se commesso da un
richiedente l’asilo, sia più rilevante di quando perpetrato da un autoctono.
Antonia Boschetti, PS Mendrisiotto e
Basso Ceresio

