Antonia Bremer
Il regalo avvelenato
Redazione
21.07.2023 14:37

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Studi scientifici
affermano che l’organismo sotto sforzo è più vulnerabile all’inquinamento
perché il particolato inalato scende più in profondità causando danni a cuore,
polmoni e non solo. Per questo motivo gli stessi studi raccomandano a chi
desidera praticare attività fisica di stare lontano da strade, autostrade e
comunque lontano da grandi capannoni o dalle aree industriali (fonti: bafu.admin.ch e Fondazione
Veronesi).
E noi cosa facciamo?
Invitiamo i nostri giovani a fare dello sport in mezzo a una delle zone più
trafficate e inquinate di Mendrisio e del Ticino, a ridosso di una
zona industriale, di un’autostrada e di una rotonda. Siamo sicuri che si tratti
di una buona cosa per la salute dei nostri giovani concittadini e che stiamo
veramente facendo il loro interesse?
Sono tanti anni che
aspettano, dicono i ragazzi, sembrerebbe che siano stati coinvolti nei lavori,
ma che alternative sono state date loro sulla scelta dell’ubicazione dello
skatepark? Se non sono state date alternative, dal mio punto di vista, si
tratta di un regalo avvelenato e pretestuoso per dire che ci si occupa dei
giovani. Come Città siamo membri dell’Ente regionale per lo sport del
Mendrisiotto e Basso Ceresio, che sosteniamo anche finanziariamente, istituito
per promuovere una pianificazione e una gestione coordinata delle strutture
sportive nella regione nel Mendrisiotto, questo ente è stato
consultato per trovare un luogo più consono per questo tipo di attività
sportiva?
I tempi sono cambiati e
ciò che una volta sembrava il progresso nella pianificazione del territorio, in
cui non c’era delimitazione tra abitazioni, industrie e autostrade, zone verdi
e spazi ricreativi, oggi è superato. Eppure perseveriamo, inspiegabilmente,
costruendo palestre su zone verdi e creando aree sportive in mezzo al traffico,
anche se questo va contro ogni più moderno e ragionevole approccio di
razionalizzazione e di salvaguardia del suolo che è una risorsa fondamentale
nella lotta contro i cambiamenti climatici e a favore della biodiversità.
Non è nemmeno un
tema di discussione affermare che uno sport a vocazione urbana va fatto in
mezzo alla città e che la rotonda del Macello sia il posto migliore. Io penso
che ci sia un limite a tutto perché allora, se il tema è questo, cosa ci
proibisce di proporre ai nostri giovani di ‘skaterare’ sulle rampe
dell’autosilo in mezzo alle auto con i motori accesi?
Chiediamoci allora, ma
onestamente e seriamente: è meglio accontentare un gruppo di skater
(peraltro una minoranza di giovani sportivi della Città) con un regalo
avvelenato oggi o mettere le basi per un futuro migliore per tutti i giovani
della città di domani?
Antonia Bremer, Lista
civica per Mendrisio

