Guido Tognola
Il perché del noi nel nome di chi forse si è perso!
Redazione
06.04.2024 10:08

Foto: ©Chiara Zocchetti
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1926, nasceva mio papà. 1926 un pugno di
idealisti, nel nome di quel vero liberalismo laico, progressista e
rivoluzionario, che un passato, prossimo futuro li avrebbe in parte visti anche
nella fila repubblicane in quel di Spagna, fondava quello che fu il Partito
Liberale Radicale Democratico Antifascista: non solo il coraggio delle idee,
bensì il coraggio dell’essere, della chiarezza, dell’onestà intellettuale!
Immagino che ai tempi fossero dei giovani, e
non solo, con la semplice illusione di un mondo migliore, semplicemente più
giusto, semplicemente più bello, semplicemente più onesto.
Erano tempi di ideali, forse romantici,
sicuramente tempi non dettati da ipocrisie, interessi o mere bugie basate
sull’ignoranza filosofica-politica dei molti che confondevano il Male delle
riviste colorate naziste, o delle invidiate divise dei piccoli “balilla”, con
la semplice voglia di libertà e di emancipazione per Tutti,
indiscriminatamente.
Oggi certi “baronati” millantano avere
coltivato quel confronto che invece già nel ’26 venne a mancare, ma che, per
fortuna, fu determinante per la crescita del nostro Cantone con la
riunificazione nel 1946 del PLRT e la relativa collaborazione con il Partito
Socialista. Questo fino alla scellerata svolta neoliberista di fine secolo
scorso. In quel di Palazzo Federale qualcuno faceva alzare i deretani dei
propri eletti per farli sedere a destra di quelli che storicamente venivano
identificati come ”conservatori”, un tempo nemici giurati. Altri, riuscivano a
definire la nascente LEGA come “costola” del PLR, per arrivare al culmine
quando, nel 2019, qualcuno arrivò a chiedere a gran voce “l’espulsione” (con
l’onta di una commissione disciplinare) di punti di riferimento storici
all’interno del “partitone” quali Laura Sadis e Dick Marty, rei di avere
sollecitato la necessità, attraverso l’uso democratico del voto, di sbarrare la
strada ad una destra sempre più estrema e populista. In pochi ci siamo
indignati!
Il paradosso del radicalismo poco Radicale,
verrebbe da pensare. Tant’è.
Nel solco del pensiero liberista della scuola
austriaca si è promosso e giustificato un mondo sempre più pauperizzato (pochi
ricchi ricchi, infiniti poveri), con il tipico atteggiamento paternalistico del
“non lasceremo nessuno indietro”, mentre invece, girando le spalle,
ridacchiavano pensando unicamente ai propri interessi di potere e mero danaro.
E indietro di gente, tanta gente, ne hanno
lasciato.
Donne e Uomini ai quali si sta rubando anche
la semplice dignità dell’esistere, nemmeno del vivere.
Ecco forse il perché alcuni di noi, che
credono ancora in un Domani, hanno fatto la scelta di ricominciare da capo,
umilmente, nel nome di una vera Democrazia fatta di trasparenza, dignità, onestà,
laicità e non da ultimo di Giustizia.
Guido Tognola, candidato per il Consiglio comunale di Lugano per Costituzione Radicale

