Massimiliano Ay
Il papa non era comunista e io non mi farò prete
Redazione
04.05.2025 12:26

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A seguito della morte di Papa Francesco ho espresso il sentimento
di cordoglio del Partito Comunista ai lavoratori cattolici e, nel contempo, ho
riconosciuto l’enorme impegno a favore della pace e delle nazioni emergenti di
questo pontefice che non ha mai nascosto le sue simpatie peroniste. Non è un
caso se i sionisti lo denigrano e se i giornali atlantisti lo accusano di
essere stato “anti-capitalista”, non apprezzando né le sue dichiarazioni sulla
NATO che “abbaia” alle porte della Russia, né il suo invito al regime ucraino a
riconoscere la sconfitta e a negoziare il cessate il fuoco, e nemmeno la sua
apertura al dialogo con la Chiesa patriottica cinese o la sua solidarietà alla
causa palestinese.
Due vie sbagliate
Critiche al pontefice che, a sinistra, avrebbero dovuto far
comprendere quanto questo Papa fosse un alleato e un promotore di
contraddizioni nel sistema di potere atlantico. E invece l’immaturità
politico-ideologica ha prevalso in due modi contrapposti: o sotto forma di
cieca adesione codista al papato, quasi idealizzando la figura di Bergoglio a
improbabile guida del socialismo, oppure – ed è altrettanto stupido – sotto
forma di un rozzo anti-clericalismo incapace di leggere la fase. Sono entrambe
vie sbagliate!
Commenti genericamente morali e decontestualizzati
Da certi ambienti di sinistra ho dovuto leggere considerazioni
semplicemente assurde e a tratti persino puerili. C’è stato, ad esempio, chi ha
insistito su frasi decontestualizzate di Marx secondo cui la religione sarebbe
“l’oppio dei popoli”, non sapendo che egli in realtà la definiva “il sospiro
della creatura oppressa”; c’è chi ha esaltato invece su un anti-clericalismo
sconnesso dalla realtà odierna non riconoscendo al fenomeno religioso le sue
posizioni contro l’imperialismo. Ho pure sentito dire che il papa era
...omofobo. Siamo di fronte a una sinistra babbea, come ebbe a dire una volta
l’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa, che formula giudizi non
circostanziati al dato politico materiale che le compete, ma che si lancia in
commenti genericamente morali e decontestualizzati pretendendo che la realtà si
conformi al proprio idealismo.
Il papa ha espresso posizioni coraggiose
In realtà Francesco, al netto di inopportune battute sulla
“frociaggine”, ha espresso posizioni coraggiose per la Chiesa cattolica contro
la discriminazione degli omosessuali e dei transessuali, ma il dato politico da
comprendere è che oltre ad essere un Capo di Stato, cioè un leader politico, il
papa fa ...il papa! E non si può certo pretendere che si esprima come fosse un
attivista LGBTQ dal carro del gaypride. Sarebbe semplicemente assurdo e
contrario alla sua funzione! La sinistra dovrebbe saper cogliere quello
che viene detto e fatto in un dato contesto e nel rispetto del ruolo
politico-istituzionale che il politico cattolico Jorge Mario Bergoglio
ricopriva.
Le “alleanze” si fanno tra diversi e non fra uguali
Ovviamente un ateo e un comunista devono dire cose diverse e in
modi diversi rispetto a quello che può e deve fare un papa: mica possiamo
pretendere che il vescovo di Roma aderisca al bolscevismo! Ragionare in questi
termini è semplicemente infantile e pre-politico: il papa non è un militante
marxista ed è proprio per questo che l’ho rispettato, perché era diverso da me!
Se fosse stato uguale a me, o lui doveva militare nel Partito Comunista o io
dovevo farmi prete: le “alleanze”, infatti, si fanno fra diversi e non fra
uguali. Questo è l’ABC della politica che sembra sconosciuto a molta gente che
si crede di sinistra.
Massimiliano Ay, segretario politico del Partito Comunista

