Giovanna Viscardi
Il nostro futuro nel bene o nel male passa da Berna
Redazione
29.08.2023 11:53

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Questa campagna
elettorale per le Federali 2023, per il momento, non è ancora entrata nel vivo.
Le persone, fra canicole e temporali, sono -forse giustamente- più interessate a
godersi gli ultimi scampoli di vacanza, che non ai temi della politica federale.
Aggiungiamo che da tempo le elezioni federali, in Ticino, appassionano meno
delle elezioni cantonali e comunali. Quello che però la
cittadinanza sovente dimentica è che -in maniera ancor più marcata negli ultimi
decenni- il fulcro della politica è Berna, e Cantoni e Comuni il più delle
volte devono attuare decisioni prese a livello federale. Il nostro futuro nel
bene o nel male passa da Berna, e sottovalutare l'importanza della campagna
elettorale delle federali potrebbe costituire un grave errore.
Senza ombra di
dubbio le due principali preoccupazioni dei cittadini sono il già previsto
aumento delle pigioni e il continuo aumento dei premi della cassa malati.
Ebbene, sia la politica dell’alloggio, nello specifico il diritto di locazione,
sia la regolamentazione sulle casse malati, sono entrambi oggetto di leggi
federali. Ne segue che le principali inquietudini della cittadinanza ticinese
vanno affrontate a livello federale e non comunale o cantonale. Non solo. La
crisi energetica può e deve essere affrontata anche a livello cantonale, per
esempio con gli investimenti per l'innalzamento di alcune dighe, ma la politica
energetica nel suo insieme è federale. Le infrastrutture per la mobilità, sia
ferroviaria sia stradale, devono passare per la loro approvazione da Berna, la
pianificazione del territorio (vedi la nuova legge federale approvata dal
popolo nel 2013) e la salvaguardia dell'ambiente sono temi prevalentemente
federali. I finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo, ma anche per la
formazione superiore, sono di competenza federale. E da ultimo, ma non per
importanza, in un periodo in cui in Europa purtroppo si è tornati a combattere
con le armi, la politica Estera e di Difesa sono temi specificamente di
pertinenza federale.
Ecco perché sono convinta
che il primo compito di qualsiasi candidato alle elezioni federali (a
prescindere dalla lista elettorale di appartenenza) sia quello di evidenziare il
ruolo di rilievo che la politica federale assume al fine di garantire la
qualità di vita e la competitività del nostro Cantone. Mi permetto di
insistere su questo punto poiché ho fatto e faccio politica comunale e
cantonale e posso dire che sono tra le candidate del PLRT con più
"gavetta" alle spalle: all’attivo ho quasi 20 anni di politica
comunale a Lugano e 16 anni di presenza in Gran Consiglio. Forte di questo
bagaglio esperienziale, mi sono messa a disposizione per le elezioni federali. All’inizio
il vertice cantonale del mio partito non mi aveva inserita nel novero dei
candidati sulla lista; sono però stata "ripescata" quando il nostro
consigliere nazionale uscente Rocco Cattaneo ha comunicato la sua decisione di
non ricandidarsi. Ho accolto col cuore la proposta di candidarmi, anche se
giunta poche ore prima del comitato cantonale PLRT che doveva avallare le
liste. Ho accettato proprio perché l’esperienza maturata a livello comunale e
cantonale, se da una parte mi ha permesso di crearmi un ragguardevole
"capitale politico", dall'altra mi ha insegnato quanto sia centrale e
strategica la politica federale per rispondere ai reali bisogni dei cittadini e
del Ticino.
Per questo la mia
campagna elettorale verterà su temi che ritengo essenziali per lo sviluppo e il
miglioramento di qualità di vita in Ticino, con compagni di viaggio
liberalradicali, ma anche di altre forze, famiglie e tradizioni politiche, conscia
che a Berna il Ticino deve essere rappresentato da una compagine di alto
livello, per affrontare le sfide che già si presentano e si presenteranno. Ho cominciato il
mio percorso elettorale al Dazio Grande a Rodi-Fiesso, domenica 20 agosto, dove
nella frescura del giardino della struttura e immersa nello splendido panorama
offerto dalla Leventina, ho voluto radunare amici e amanti della cultura con lo
scopo di sottolineare e ricordare l’importante lavoro svolto dalla fondazione
che gestisce lo storico luogo; e lanciare una raccolta fondi per supportare l’ente
presieduto dall'amica Monica Sartori-Lombardi. Ho scelto proprio il Dazio
Grande per iniziare il mio cammino con un luogo simbolico della comunicazione
fra il Ticino e la Svizzera Interna, testimone importante della nostra storia che, partita da povertà e ristrettezze, non ha
impedito che in quella valle, la Leventina, si edificassero opere strategiche e
avveniristiche, quali la vecchia galleria ferroviaria del San Gottardo e il
nuovo traforo di base di AlpTransit, fra Pollegio ed Erstfeld. A Berna abbiamo
bisogno di parlamentari ticinesi che sappiano portare in Ticino opere ed
infrastrutture come queste, se vogliamo un futuro ancora ricco di opportunità e
di crescita.

