Andrea Cereda
Il Noce la racconta semplice. Il referendum lo è molto meno
Redazione
25.03.2026 09:32

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Negli scorsi giorni è stata avviata la raccolta firme per il
referendum relativo al MM 1019 concernente la valorizzazione del patrimonio
UNESCO dei Castelli di Bellinzona.
Dalla comunicazione diffusa nei media, questo referendum
viene presentato principalmente come un’opposizione al nome «Fortezza» e
all’introduzione di un biglietto d’ingresso per alcune parti del nostro complesso
fortificato.
Questa lettura però non corrisponde al contenuto reale della
domanda di referendum.
Dal testo ufficiale risulta infatti chiaramente che viene
chiesto di sottoporre a votazione popolare l’intera risoluzione del Consiglio
comunale, quindi tutto il progetto con i relativi crediti. Non si tratta quindi
di correggere alcuni aspetti puntuali, ma di rimettere in discussione l’intero Messaggio
municipale.
C’è quindi una differenza evidente tra come il referendum
viene presentato e quello che realmente comporta. Ridurre una decisione di
questa portata a una questione di nome o a singoli interventi non permette alla
cittadinanza di capire fino in fondo cosa è in gioco.
Parliamo di un progetto sul quale si lavora da oltre dieci
anni, sviluppato con il contributo di specialisti qualificati provenienti da
tutta la Svizzera, e che rappresenta un passo importante per la valorizzazione
di un patrimonio riconosciuto a livello internazionale.
Un eventuale annullamento della decisione del Consiglio
comunale non sarebbe neutro. Oltre a bloccare un progetto già avanzato, rischia
di avere ricadute concrete anche sul tessuto economico e turistico che questa
valorizzazione può generare, sia per Bellinzona sia per l’intera regione. Non è
solo un progetto culturale, ma anche un’opportunità reale di sviluppo e indotto
che verrebbe rimessa in discussione.
Per questo è importante che ogni cittadino sia consapevole
che la scelta non riguarda dettagli marginali, ma l’intero progetto, con tutte
le conseguenze che ne derivano.
Per queste ragioni invitiamo la cittadinanza a non sostenere
questo referendum, che rischia di bloccare un progetto strategico per il futuro
di Bellinzona.
Andrea Cereda - Consigliere comunale

