Amalia Mirante
Il Natale degli Invisibili
Redazione
22.12.2022 11:42

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Il
periodo di Natale è molto bello e rilassante per chi ha una famiglia vicino e
può passarlo con persone care. E per chi non ha preoccupazioni economiche
eccessive.
Molti
invece vivono male queste feste perché hanno perso qualcuno e mai come a Natale
la mancanza si fa sentire.
Altri
ancora, e sono tanti, sono confrontati con difficoltà economiche che diventano
particolarmente dolorose in questi giorni sfavillanti di luci, con l’abbondanza
ostentata nelle vetrine.
Secondo
l’Ufficio federale di statistica, oltre 770 mila persone vivono in povertà nel
nostro paese. E oltre a loro ci sono quasi altrettante persone che vivono con
il minimo indispensabile. Sono quasi un milione e mezzo di persone per cui il
Natale è un problema nel problema. E anche in Ticino la situazione è molto
difficile. Nel 2020 oltre 50 mila persone erano povere e altrettante a rischio
di povertà.
Ancora
di recente i media hanno parlato dell’aumento delle mense dei poveri nel nostro
cantone. Perché quando si parla di povertà si parla anche “semplicemente” del
fatto di riuscire a mettere qualcosa sotto i denti.
Una
parte della popolazione pensa di mettersi a dieta subito dopo le feste.
Un’altra parte penserà a come mangiare qualcosa questa sera.
Le
disuguaglianze ci sono nel nostro paese, eccome. Sono spesso nascoste ai nostri
occhi e diventa tabù anche solo il fatto di parlarne.
Sicuramente
il modello economico svizzero è un modello di successo ma molte persone sono
lasciate indietro, non ce la fanno, vivono ai margini e non sono nemmeno
presenti nel dibattito pubblico. Sono a tutti gli effetti invisibili.
Molte
altre persone, pur non essendo povere secondo la definizione ufficiale, hanno
difficoltà notevoli a far quadrare i conti. Per loro, una spesa inattesa può
essere un problema enorme. Vivono, queste persone, in una situazione continua
di incertezza: la congiuntura attuale rischia di farne cadere molti sotto la
temuta soglia della povertà “ufficiale”.
Sono
cittadine e cittadini come noi, che non seguono i dibattiti politici perché
hanno smesso di aspettarsi qualsiasi cosa. La politica non si occupa di loro
perché spesso non votano da anni, quando ne hanno il diritto. Eppure esistono e
diventano più numerosi in periodi di crisi economica e aumenti dei prezzi.
Non
facciamoci ingannare dai dati appena pubblicati. Se nel 2021 le persone che
hanno chiesto gli aiuti sociali non sono aumentate è solo perché erano in
vigore ancore le misure speciali di sostegno a causa della pandemia. Ora che
queste misure sono finite vediamo che i fallimenti delle aziende aumentano e
con essi i licenziamenti e la povertà.
A
Natale qualcuno si sente in obbligo di porgere un pensiero caritatevole. Altri
fanno un vero e grande lavoro di assistenza e vicinanza. Ma per il resto
dell’anno, di questo iceberg non si vede nemmeno la punta.
E
sappiamo quanto siano pericolosi gli iceberg, non solo per le navi ma anche per
una società che si racconta come opulenta e soddisfatta ma nasconde sotto la
superficie ciò che non corrisponde a questa narrazione.
Occuparsi
di questa parte della società è essenziale per chi prende decisioni. Così come
cercare di affrontare i meccanismi che producono la povertà, specialmente oggi,
alla vigilia di un’epoca economicamente difficile e politicamente instabile.
Amalia Mirante

