Davina Fitas
Il lungo cammino verso la parità di genere: le donne e le sfide del 2024
Redazione
08.03.2024 16:57

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Nel 2023, l’economista statunitense Claudia
Goldin vince il Premio Nobel per l’Economia “per aver migliorato la nostra comprensione dei risultati del mercato
del lavoro femminile” e per le sue ricerche su come raggiungere la parità
di genere sul posto di lavoro. Goldin è la terza donna a vincere il Nobel per
l’Economia. Professoressa all’Università di Harward, ha approfondito le radici
storiche delle disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro, con particolare
attenzione alla partecipazione femminile al lavoro retribuito. Dalle ricerche
emerge quanto sia fondamentale l’offerta di flessibilità lavorativa per
facilitare l’equilibrio tra vita privata e lavoro.
Eppure, in termini di conciliabilità la strada per
raggiungere l’obiettivo risulta essere ancora lunga e non priva di ostacoli:
dopo un boom di flessibilità dettato dal regime straordinario generato durante
il lockdown, i datori e le datrici di lavoro stanno gradualmente facendo un
passo indietro.
Conciliare lavoro e famiglia è uno dei pilastri portanti per una politica
dell’uguaglianza a tutti gli effetti ma nel mondo odierno, dove la tecnologia
potrebbe sostenere qualsiasi forma di flessibilità lavorativa, gli ostacoli
sembrano ancora importanti.
Telelavoro, orari flessibili, congedi parentali
oltre gli obblighi di legge sono solo alcune delle misure che le aziende
potrebbero mettere in pratica per favorire l’equilibrio tra vita privata e
lavorativa. Anche la politica deve fare la sua parte, riducendo i costi dei
servizi di assistenza per l’infanzia e aumentandone la disponibilità in maniera
capillare su tutto il territorio.
Per una migliore suddivisione dei compiti
all’interno della sfera privata è poi essenziale che gli uomini rinuncino a una
parte delle proprie attività lavorative per dedicarsi maggiormente agli impegni
familiari. Una direzione in cui i giovani sembrano orientarsi positivamente,
favorendo il lavoro a tempo parziale. La società conta sulle donne per svolgere
compiti essenziali, ma spesso non ne riconosce il valore quotidiano.
Se l’economia vorrà in futuro poter fare
affidamento su manodopera femminile altamente qualificata sarà importante
investire maggiormente e con più forza sul miglioramento delle condizioni
quadro atte a favorire la conciliabilità tra lavoro e vita privata.
È
quindi compito di tutte e tutti noi impegnarci per una società più equa che
possa garantire una parità di genere degna non solo nelle parole, ma anche nei
fatti.

