Lorenzo Quadri
Il Grande Fratello targato UE
Redazione
23.11.2025 10:54

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Dal primo gennaio 2026 l’Unione
Europea comincerà ad implementare un registro di tutti i patrimoni privati e
aziendali superiori a 200'000 euro. Come sottolinea Ulrich Schlüer, storico ed
ex consigliere nazionale Udc, su “Die Schweizerzeit”, ciò significa che ogni
proprietario di una casetta, ogni piccolo imprenditore o artigiano sarà
catalogato come “abbiente”. Tutti i dati finiranno nelle mani dell’AMLA, la
nuova autorità anti-riciclaggio che avrà accesso a tutte le informazioni sui
conti bancari dei cittadini comunitari, nonché sul possesso di azioni,
automobili, gioielli, opere d’arte, eccetera. Dati che gli Stati membri saranno
tenuti a raccogliere e a mettere a disposizione, con immenso dispendio di
burocrazia. Risultato: privacy azzerata. E non finisce qui. Giornalisti,
ONG e organizzazioni internazionali potranno consultare il registro AMLA
invocando presunti "interessi legittimi": il che spalancherà la porta
alle campagne d'odio della sinistra contro cittadini rei di disporre di patrimoni
superiori ai 200'000 euro.
Si arriverà alla confisca di patrimoni?
In più, l’AMLA avrà il potere di
bloccare i conti bancari. In futuro si arriverà alla confisca di patrimoni? Considerando
l’indebitamento spaventoso di vari Paesi UE, gli aiuti miliardari all’Ucraina ed
i nuovi fondi necessari alla difesa e alla svolta verde ideologica, il sospetto
viene: i soldi da qualche parte dovranno pur uscire. Non sorprende, allora, che
Bruxelles stia mirando ai borselli dei cittadini. Come se non bastasse, il registro
sarà accompagnato dal divieto di pagamenti in contanti oltre i 10'000 euro,
soglia che potrà calare, potenzialmente fino all’abolizione totale del denaro
contante. Le assurde
disposizioni di cui sopra non fanno ovviamente parte dell’accordo di
sottomissione all'UE oggi sul tavolo, e ci mancherebbe altro. Non ne fanno
parte per ora. In futuro, non si sa. Se infatti il trattato coloniale dovesse
venire approvato, la Svizzera dovrà adottare automaticamente le nuove norme
dell'UE che quest’ultima dichiarerà rilevanti per il mercato interno. Ben si
capisce che non è il caso di correre rischi.
Lorenzo Quadri, consigliere
nazionale Lega dei Ticinesi

