Stefano Dias
Il futuro politico alla luce dei risultati elettorali
Redazione
25.10.2023 11:34

Foto: ©Chiara Zocchetti
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I giorni successivi alle elezioni federali
rappresentano un momento di profonda riflessione sul futuro politico della
Svizzera nei prossimi quattro anni. In questo contesto, è con grande rispetto
che celebriamo i risultati dei vincitori di questa importante tornata
elettorale, con l'Unione Democratica di Centro (UDC) in veste di protagonista
indiscusso, non solo a livello federale, ma anche nel nostro cantone. La
crescita dell'UDC, il principale partito svizzero, era attesa, e tale tendenza
può essere compresa alla luce della complessa situazione internazionale e
nazionale, che ha suscitato legittime preoccupazioni tra numerosi cittadini,
costretti a confrontarsi con sfide rilevanti. Va sottolineato che l'UDC non è
una nuova forza politica, e la sua crescita costante negli ultimi 12 anni è
coincisa con le crescenti sfide che la nostra società e la democrazia hanno
dovuto affrontare. Non intendiamo attribuire tutte le responsabilità all'UDC,
ma è innegabile che le decisioni (o la loro mancanza) prese a Berna hanno contribuito
a modellare il nostro paese, compreso l'UDC stesso.
È giunto ora il momento di “passare lo scettro” al partito
guidato da Marco Chiesa e di valutare attentamente le azioni intraprese al
termine della legislatura, senza che UDC provi a trovare scuse e senza tentare
di attribuire responsabilità a terzi. È importante che l'UDC si faccia carico
dei meriti quando ottiene successi e delle criticità quando non riesce a
portare avanti le riforme necessarie per il bene del paese e dei suoi
cittadini, evitando di ridurre tutto a mere dichiarazioni elettorali prive di
sostanza.
Passando poi a discutere il risultato dei
Verdi Liberali, notiamo che il nostro partito ha in sostanza mantenuto le sue
posizioni a livello nazionale (-0,6%), nonostante una significativa perdita di
seggi (-6) nel Consiglio Nazionale. È doveroso riconoscere che le tematiche
proposte potrebbero non essere state in piena sintonia con le aspettative dei
cittadini, e pertanto dovremmo assumerci la responsabilità di questa situazione
e migliorare. Riconosciamo la difficoltà di adottare un approccio
"populista" quando non si è abituati a tale retorica. La perdita di
seggi a Berna costituisce una sfida per un partito delle dimensioni dei Verdi
Liberali ma conferma le sfide che il "centro" politico svizzero sta
attualmente affrontando. Questa tendenza è evidente anche nel leggero calo
(-0,7%) del Partito Liberale Radicale (PLR) e nella modesta crescita (+0,8%)
del Partito del Centro, incrementi che non sono sufficienti a contrastare
l'erosione a destra, in favore dell'UDC (+3%), e a sinistra, in favore del
Partito Socialista (PS) +1,2%.
Questa crescente polarizzazione politica a
Berna rende ancor più complesso il compito di costruire ponti tra le diverse
fazioni per soddisfare le esigenze dei cittadini. La mancanza di risposte
adeguate contribuisce a un crescente divario tra le istituzioni e la
popolazione, generando un circolo vizioso. Alla luce di questi risultati,
riaffermiamo l'importanza del rafforzamento del "centro" politico sia
a livello nazionale che nel Ticino. Solo collaborando insieme e lavorando verso
soluzioni pragmatiche e realistiche potremo soddisfare le aspettative dei
nostri concittadini, che al momento sembrano premiare chi propone soluzioni
impattanti ma spesso impraticabili. Infine tra poche settimane, avremo
l'opportunità di eleggere i nostri due rappresentanti al Consiglio degli Stati,
un'occasione per dare voce a individui competenti e capaci di ascoltare
attentamente le esigenze dell'intero Cantone e di collaborare al meglio insieme
per il bene della nostra comunità.
Stefano Dias, Presidente Verdi Liberali Ticino

