Lorenzo Quadri
Il Consiglio federale vuole risparmiare sull'asilo: realtà o imbroglio?
Redazione
28.01.2024 08:05

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Il Consiglio
federale afferma di voler risparmiare nel settore dell’asilo.
E sarebbe anche
ora: a questa voce la Svizzera spende 4 miliardi di franchi all’anno, senza
contare le spese che finiscono a carico dei Cantoni e dei Comuni.
Ma occorrerebbe
sapere come intende muoversi in concreto il CF.
Una cosa deve
essere chiara: per risparmiare nel settore dell’asilo bisogna fare in modo di avere
sul territorio meno finti rifugiati. Il che significa espulsioni sistematiche e
frontiere chiuse. E anche abrogazione dello statuto S privilegiato dei profughi
ucraini. Statuto che però il Consiglio federale lo scorso 1° novembre ha deciso
di prolungare in un colpo solo fino al marzo 2025.
Non vorremmo
dunque che il concetto di “risparmi sull’asilo” del CF fosse in realtà una presa
in giro. Nel senso che Berna prosegue con l’andazzo attuale, ed abbellisce i
propri conti semplicemente scaricando i costi su Cantoni e Comuni! Costi che -
senza una svolta radicale nella politica migratoria - continueranno a crescere in
modo incontrollato. E alla fine la fattura la paga sempre il contribuente.
Visto che sull’asilo
bisogna risparmiare, è il momento di finalmente seguire le orme della Gran
Bretagna e di esternalizzare le procedure d’asilo in paesi extraeuropei, invece
di continuare ad opporsi per motivi ideologici a questa prospettiva, come
finora fatto da Baume Schneider. Con
l’arrivo dal DFGP del nuovo “ministro” Beat Jans cambierà qualcosa? C’è da
dubitarne.
Da non
dimenticare: a Berna le maggioranze politiche ed il governo sognano di
sottoscrivere il Patto ONU sulla migrazione, il quale mira ad introdurre la
libera circolazione delle persone a livello mondiale, a trasformare
l’immigrazione clandestina in un diritto umano, e ad istituire la figura del
rifugiato climatico. Se è così che si pensa di risparmiare sulla spesa
dell’asilo…
A proposito di
ucraini. Di recente il portale Tio.ch ha reso noto l’epilogo della vicenda
dell’ automobilista ticinese che nei mesi scorsi è stato urtato da una vettura
ucraina non assicurata. Morale della favola è che 1) il conto lo pagano ancora
le istituzioni assicurative svizzere e 2) il ticinese danneggiato, per ottenere
i risarcimenti che gli spettano, ha dovuto perdere tempo e nervi in defatiganti
trafile burocratiche.
Ci piacerebbe
proprio sapere quante auto ucraine non assicurate circolano sul nostro
territorio.
E naturalmente ci
piacerebbe anche sapere quanti profughi ucraini ricevono prestazioni sociali
malgrado siano proprietari di veicoli di lusso.
Il Consiglio
federale dice di voler risparmiare sull’asilo, ma poi accetta e anzi prolunga
ad oltranza queste scandalose storture?
Lorenzo Quadri, Consigliere
nazionale, Lega dei Ticinesi

