Michele Roncoroni
Il congedo parentale è come la moglie del tenente Colombo
Redazione
21.11.2023 16:45

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Il congedo
parentale è come la moglie del tenente Colombo, tutti ne parlano, nessuno l’ha
mai vista. Il concetto stesso di congedo parentale per entrambi i genitori è
relativamente nuovo alle nostre latitudini. Fino a pochi anni fa le neo mamme
potevano fare capo ad un congedo maternità remunerato di quattordici settimane,
mentre non era previsto nulla per i neo papà. La recente introduzione a livello
nazionale di un congedo paternità di due settimane a partire dal 1° gennaio 2021
in seguito a votazione popolare non ha risolto completamente il problema. Si
tratta però di una pietra miliare nel cambiamento di mentalità, che a causa di
regressi storici, culturali e sociali vede da un lato una bassa percentuale di
neo mamme rientrare nel mondo del lavoro al termine del congedo e dell’altro
poca propensione da parte dei neo padri a richiedere un periodo di vacanza. Un
dato statistico importante mostra come nei primi tre mesi dall’introduzione del
congedo paternità, il 70% dei neo papà vi ha fatto ricorso (rispettivamente
l’80% delle neo madri), percependo la quasi totalità delle indennità
giornaliere a disposizione (13,86 su 14).
La politica
ha sempre dato come risposta alla questione della conciliabilità
famiglia-lavoro l’aumento degli asili nidi o il sovvenzionamento degli stessi e
quindi l’abbassamento della quota partecipativa dei genitori. Anche accogliendo
positivamente questi miglioramenti, non si può semplificare e banalizzare la
questione. La risposta al tema in oggetto deve essere molto più articolata e
deve coprire molteplici sfumature della stessa.
Per trovare
una soluzione capace di raccogliere consenso trasversale bisogna tenere in considerazione
anche il timore delle aziende, in particolar modo delle medie piccole imprese,
che vedono nel congedo parentale un rischio di perdita economica. Studi
comprovati dimostrano però l’impatto estremamente positivo della prosecuzione
dell’attività lavorativa da parte delle madri, che molto spesso decidono di
abbandonare la propria carriera. È inoltre interessante sottolineare come la
percezione della popolazione svizzera in merito a questa tematica si sia
modificata negli ultimi anni. Uno studio di Sotomo del 2022 effettuato dai
Giovani del Centro Svizzeri ha constatato come il 59% degli interpellati si
dica propenso all’introduzione di un congedo parentale. I fattori maggiormente
valorizzati sono essenzialmente due: flessibilità quale caratteristica
principale del futuro congedo parentale e necessità di una soluzione unica su
scala nazionale. Le proposte politiche non mancano e la discussione è ormai
assai accesa. Il mio augurio è che il prossimo episodio di questa primavera
politica veda la moglie di colombo e quindi il congedo parentale figurare tra
gli attori protagonisti.

