Lega dei ticinesi sezione Mendrisio
Il Cavaliere senza voce: un'opera di disastroso splendore
Redazione
07.07.2023 12:07

Foto: © Fiorenzo Maffi
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Nel vasto panorama della
politica Mendrisiense, emerge un personaggio che, con la sua eloquenza
sconcertante, ha saputo conquistare il cuore di molti, o forse semplicemente
lasciare tutti senza parole. Sì, stiamo parlando di quel politico che sembra
aver perso la sua lingua madre nel labirinto delle sue stesse incoerenze. Come
un acrobata senza equilibrio, si è destreggiato tra le parole, lasciando dietro
di sé una scia di incertezza e confusioni. I suoi discorsi sono spesso
paragonati a labirinti senza uscita, dove le parole si intrecciano come rami
senza fronde, rendendo impossibile trovare una direzione chiara.
La sua conduzione è stata
un trionfo dell'inefficienza, un balletto di errori che ha lasciato anche la
maggioranza del consiglio comunale a bocca aperta. Come un direttore
d'orchestra che non riesce a tenere il tempo, ha portato il caos nella sala,
lasciando gli "spettatori" confusi e desiderosi di fuggire verso
l'uscita più vicina. Ma forse, se lo chiedessimo al cavaliere, direbbe che è
solo una questione di prospettiva. Infatti se guardassimo noi tutti con maggior
attenzione, ci potremmo accorgere che è solo un "genio incompreso"
della comunicazione, un maestro nell'arte della disorientazione.
Forse ci troviamo di fronte
a un nuovo paradigma della retorica politica, dove l'errore diventa la nuova
forma di eloquenza. Come Kant sosteneva, "L'errore è l'incenso che
solleviamo verso il trono della verità". Ebbene, a Mendrisio sembra
esserci un maestro nell'innalzare incensi di errori verso il trono della sua
verità personale. Lo ha fatto più volte con le sue gaffe e le sue incongruenze.
Ricordiamone qualcuna, come ad esempio la scelta, seppur personale ci
mancherebbe, di domiciliare la consorte fuori Cantone; l'utilizzo abusivo per
scopi privati di autorizzazioni di parcheggio; aumenti tariffe acqua, luce e
gas; il mancato acquisto reti da AIL; scendere dal cavallo (PLR) ma poi dire
che su quel cavallo ci vuole stare ma non qui.
In conclusione, questo
politico senza voce ci offre uno spettacolo di disastroso splendore. Le sue
parole si perdono nel vuoto, ma ci lasciano un senso di meraviglia e
incredulità. Come un rosario di perle rotte, il suo discorso è un tesoro di
imperfezioni che non possiamo fare a meno di ammirare. Quindi, alziamo un
bicchiere e brindiamo al cavaliere disarcionato, perché anche se non riesce a
parlare, ha sicuramente lasciato un'impronta indelebile nella storia della
politica di Mendrisio.

