Lega dei Ticinesi
I ritardi del Gran Consiglio: un’ingiustizia ai danni dei cittadini
Redazione
03.11.2024 12:40

Foto: ©Gabriele Putzu
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I contributi di costruzione sono diventati una vera e propria spina
nel fianco per i cittadini ticinesi, da Lugano fino ad Airolo. Sono ormai tre
anni che il Gran Consiglio resta sordo alle legittime istanze della
popolazione, come confermano le cronache.
La soluzione del Governo
Nel 2021, il Governo cantonale rispondeva a un'interpellanza
parlamentare che, con grande lucidità, poneva l'accento su un'ingiustizia
intollerabile: il tasso di interesse applicato alla rateizzazione dei
contributi di costruzione, fissato al 5% dall'attuale art. 106 LALIA, un
fardello eccessivo sulle spalle dei cittadini. Eppure, già nel febbraio 2020,
il Consiglio di Stato aveva fornito una soluzione equa a questo sopruso, con la
nuova Legge sulla gestione delle acque (LGA), dove all'articolo 29 si stabilisce
che "Sull'ammontare del contributo è dovuto un interesse corrispondente
all'interesse sulle ipoteche a tasso variabile di primo rango applicato dalla
Banca dello Stato al momento della sua notifica".
Servono azioni rapide e cambiamenti concreti
Un tasso, questo in generale, che si attesta oggi tra l’1,7 e il 2,5%,
un terzo o la metà rispetto a quello attuale! Ma qual è il risultato? Da più di
1’715 giorni, il messaggio giace immobile nelle mani della commissione
ambiente, territorio, energia (Cate). Perché? Non certo per validi motivi,
bensì per i soliti, ignobili giochi politici orchestrati dai partiti di Centro,
PLR e PS, i quali continuano, con manovre dilatorie, a bloccare i messaggi
governativi e, in particolare, quelli dei consiglieri di Stato leghisti. Questo
atteggiamento non aggiunge nulla di positivo, ma si limita a intralciare e
ritardare scelte fondamentali per cittadini, aziende ed enti locali. Questo è
solo uno dei tanti esempi di costosa e iniqua inefficienza del nostro
Parlamento cantonale. Basta! Il nostro Cantone ha bisogno di azioni rapide e di
cambiamenti concreti, non di pericolosi rimpalli che, giorno dopo giorno,
affliggono e taglieggiano i cittadini ticinesi.

