Amalia Mirante
I progetti antidemocratici della partitocrazia
Redazione
10.10.2024 10:14

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Se vi chiedessero quali dovrebbero essere le priorità della
politica in Ticino, probabilmente pensereste subito ai premi di cassa malati,
alla pressione sui salari, allo sfascio della magistratura o alle finanze
cantonali in crisi. Insomma, pensereste che i nostri politici siano impegnati a
risolvere questi gravi problemi. E invece, no.
Come dimostrano le iniziative parlamentari in sospeso e
l’agitazione nei partiti, il loro vero interesse è… mantenere le poltrone.
Stanno infatti cercando di cambiare le regole elettorali, introducendo una
soglia di sbarramento massiccia (si parla addirittura del 5%!). In questo modo,
si eliminerebbero i rappresentanti dei partiti minori, lasciando il campo
libero a socialisti, liberali, pipidini e leghisti. Gli stessi partiti che, tra
l’altro, hanno contribuito al disastro attuale.
A livello comunale si vuole impedire la libera formazione
dei gruppi, non sia mai che si perda qualche cadrega a vita, che il partito X
possiede da tempo immemore ma i cittadini non vogliono più dargli.
A livello cantonale, nell’ambito di un nuovo patto d’acciaio
tra sinistra e centrodestra, si prevedrebbe che la sinistra accetti questa
soglia draconiana, purché la destra accetti di introdurre le congiunzioni di
lista. Il risultato? Magheggi elettorali per salvare a tavolino il seggio che
si rischia di perdere sul campo, davanti al popolo, tramite una indecente
ammucchiata di partiti che hanno poco da spartire se non la comune ossessione
per lo strapuntino governativo.
È evidente che ci opporremo a queste manovre impresentabili
con tutti i mezzi legali. I cittadini hanno il diritto di essere rappresentati,
anche se scelgono di punire i grandi partiti. Qui, invece, sono i partiti che
vogliono punire i cittadini per aver votato "male".
Infine, è tempo di legare la permanenza in Consiglio di
Stato ai risultati, come accade per chiunque lavori. Oggi i consiglieri di
Stato hanno invece il posto fisso, qualunque cosa facciano o non facciano.
Basta: è ora di adottare il sistema maggioritario, come in tutti gli altri
cantoni svizzeri. Siamo l’unico cantone che affida ai partiti la scelta di chi
deve governarci. Invece, come succede nel resto del paese, chi non fa il
proprio lavoro deve andare a casa, mandatoci dai cittadini.
Rendere la classe politica responsabile verso il popolo è
l’unico modo per garantire che si occupi dei problemi reali e non delle proprie
poltrone. E noi ci assicureremo che questo accada: abbiamo ancora i diritti
politici di referendum e iniziativa, almeno finché i soldatini di partito non
proveranno a toglierci anche quelli.
Amalia
Mirante, deputata per Avanti con Ticino&Lavoro

