MPS
I gruppi sanitari privati tentano di acquisire sempre maggiori fette di mercato della sanità cantonale
Redazione
27.04.2023 15:37

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto della
comunicazione odierna di un formale accordo tra l’Ente Ospedaliero Cantonale
(EOC) e il Gruppo Ospedaliero Moncucco per “l’avvio di una fase pilota di
collaborazione nel Locarnese”; una collaborazione che “prevede la
concentrazione delle nascite all’Ospedale La Carità, mentre la ginecologia
operatoria sarà svolta alla Clinica Santa Chiara”.
Questo accordo rilancia e concretizza alcuni concetti che
appaiono alla base della nuova pianificazione ospedaliera (che verrà discussa
nei prossimi mesi dal Parlamento); concetti che l’MPS non condivide e che erano
stati oggetto di un intervento parlamentare quando, lo scorso mese di ottobre,
questo accordo era stato preannunciato.
In realtà si tratta di un progetto che, in nome dui supposti
creiteri di “ efficienza, qualità, sicurezza ed economicità” (che altro non
sono che gli sciagurati criteri sui quali è stata costruita la LaMal con le
conseguenze che oggi tutte le cittadini e i cittadini di questo paese possono
constatare), mira sostanzialmente ad un razionamento dell’offerta ospedaliera
e, della quantità e qualità, di tale offerta.
Con queste decisioni, cominciare purtroppo ad essere già
operativi gli orientamenti considerati nel progetto di pianificazione
ospedaliera; e, non da ultimo, esso testimonia del nuovo modo di procedere
attorno ai temi della pianificazione ospedaliera (con il Gran Consiglio che
discute solo le “linee di fondo” della pianificazione e tutto il resto lasciato
alla discrezione del governo) che, di
fatto, offre ampi margini di manovra per questa politica di razionamento
dell’offerta.
Ricordiamo che tale orientametno contraddice l’esito della
votazione popolare 2016, il referendum contro la modifica della Legge sull’Ente
Ospedaliero Cantonale (LEOC), che voleva di fatto aprire la strada ad una
collaborazione in ambito ospedaliero tra pubblico e privato.
Uno degli elementi centrali del dibattito aveva proprio
coinvolto il settore dell’ostetricia e ginecologia. La popolazione bocciò la
tesi portata avanti da tutto l’apparato politico, il DSS, l’EOC , secondo cui
per poter garantire una qualità in ambito ostetrico era necessario un numero
minimo di nascite, da cui l’idea di una concentrazione delle maternità.
Ora questa idea delle concentrazione viene formalizzata e
fatta propria dall’EOC e dal governo, aprendo la via a una discussione in
questa direzione anche nell’ambito della pianificazione ospedaliera.
Poco importa che a Locarno, secondo quanto ci viene
raccontato da EOC e Moncucco, questa
concentrazione avvenga a favore del settore pubblico; verosimilmente altre
operazioni di questo genere (ben più fruttuose) avverranno a favore del settore
privato (basti pensare al Luganese, già al centro della discussione nel 2016).
E tali accordi favoriscono tali soluzioni in regioni nelle
quali già si discute da tempo di una possibile rinuncia ad un reparto di
maternità: pensiamo, molto concretamente, al Mendrisiotto.
L’abbandono da parte delle strutture pubbliche e la
esternalizzazione verso il privato di una serie di prestazioni di base (come si
prevede, nell’accordo in questione, per la ginecologia operatoria) è di fatto
un venir meno delle prestazioni di base che tutti gli ospedali regionali
pubblici devono, per legge, garantire, in questo caso in ambito chirurgico.
Questo accordo rappresenta, come abbiamo denunciato già in
passato, un chiaro segnale ai gruppi sanitari privati (in particolare Gruppo
Moncucco e Genolier) di disponibilità ad assecondare il loro tentativo di
acquisire sempre maggiori fette di mercato nella sanità cantonale.
L’MPS, con tutti i mezzi a sua disposizione, combatterà
questo orientamento ritenendo che esso porti pregiudizio alla sanità pubblica e
ai diritti delle pazienti e dei pazienti.
MPS

