Giovani UDC
I giovani vogliono futuro: diciamo Sì all’iniziativa per la sostenibilità
Redazione
15.04.2026 07:39

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Nelle ultime settimane il Centro
ha riportato al centro del dibattito la fuga dei giovani dal Ticino,
presentando interrogazioni in oltre 40 Comuni e richiamando un’iniziativa
parlamentare del 2023 rimasta senza seguito. È un bene che si accorgano della
gravità del fenomeno, ma è impossibile ignorare che le loro proposte non
affrontano minimamente le cause del problema.
Il deputato del Centro Claudio
Isabella denuncia l’assenza di risposte del Consiglio di Stato e chiede misure
per favorire il rientro dei giovani. Ma la proposta concreta avanzata dai
Giovani del Centro, uno sgravio fiscale temporaneo per chi torna in Ticino, servirebbe
a ben poco.
I giovani lasciano il Cantone
perché il mercato del lavoro è segnato da una concorrenza salariale
insostenibile, da opportunità qualificate insufficienti e da un costo della
vita elevato. Un incentivo fiscale temporaneo, non compensa anni di salari più
bassi e costi elevati. Servono riforme strutturali!
I nodi centrali che bisogna
affrontare sono:
• la pressione
migratoria sul mercato del lavoro;
• la
concorrenza salariale generata dal frontalierato;
• la mancanza
di condizioni quadro attrattive per imprese ad alto valore aggiunto;
• un sistema
fiscale che non incentiva la creazione di posti qualificati.
È proprio su questi aspetti che interviene
l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la
sostenibilità)».
L’ iniziativa riporterebbe sotto
controllo una dinamica demografica che oggi sfugge completamente alla capacità
di gestione del Paese. E soprattutto prevede che, una volta raggiunta la
soglia dei 10 milioni di abitanti, il Consiglio federale debba intervenire
anche sul tema della libera circolazione delle persone permettendo di
affrontare anche il problema del frontalierato, che è la causa principale del
dumping salariale in Ticino.
Limitare la crescita demografica
significa anche ridurre la pressione sugli alloggi, contribuendo a calmierare
affitti che negli ultimi anni sono aumentati proprio a causa della forte
domanda abitativa. Un mercato immobiliare meno sotto pressione è essenziale per
rafforzare la forza d’acquisto dei giovani e delle famiglie.
Mentre il Centro chiede al
Consiglio di Stato di «non essere attendista», sarebbe opportuno che iniziasse
a non esserlo lui stesso: basta con misure tampone che non cambiano nulla.
Serve finalmente coraggio!
Per fermare l’emorragia di
giovani, la strada è sostenere una politica migratoria sostenibile,
riequilibrare il mercato del lavoro e rafforzare le condizioni quadro del
Cantone.
Per questo invitiamo tutti a sostenere
l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la
sostenibilità)», l’unica in grado di migliorare le prospettive concrete per
restare, crescere e costruire il proprio futuro nel nostro Cantone.

