Sandro Fora
I giovani non sono pecorelle smarrite
Redazione
17.09.2026 16:46

Foto: © CdT/ Chiara Zocchetti
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Da
troppo tempo parliamo dei giovani come se fossero un problema da risolvere. Li
chiamiamo svogliati, fragili, sempre attaccati al telefono, senza valori. Li
guardiamo con sospetto, come pecorelle smarrite che hanno perso la strada.
Non è così. Non lo è mai stato.
I giovani di oggi non sono smarriti. Sono lucidi. Vivono in un mondo che noi
adulti abbiamo reso più
Scomunicato,
più veloce, più ansioso. Hanno in mano sfide che noi non abbiamo mai avuto: una
crisi climatica, un lavoro che cambia ogni anno, una solitudine che si nasconde
dietro mille connessioni. E nonostante tutto, sognano. Si impegnano. Si
rialzano.
Non hanno bisogno di un'altra predica. Hanno bisogno di tre cose semplici, ma
che abbiamo dimenticato quanto siano potenti:
*1. Rispetto.* Rispetto per le loro idee, anche quando sono diverse dalle
nostre. Rispetto per i loro tempi, per il loro linguaggio, per il loro modo di
soffrire e di gioire. Smettiamola di giudicare prima di ascoltare.
*2. Fiducia.* Non la fiducia a parole, quella che diciamo e poi togliamo al
primo errore. La fiducia vera, quella che lascia spazio. Quella che dice:
"Ti affido qualcosa di importante perché so che puoi farcela, anche se
sbaglierai". Un giovane a cui non viene affidata mai nessuna
responsabilità, diventa davvero fragile.
*3. Credere in loro.* È la cosa più difficile. Credere in loro non quando
prendono 6 a scuola, ma quando falliscono. Quando cambiano strada. Quando
dicono "non ce la faccio". È lì che si costruisce il futuro.
Non prepariamo i giovani al futuro riempiendoli di paure. Li prepariamo al
futuro camminando accanto a loro, non davanti a loro come pastori che li
spingono.
Non sono un gregge da guidare. Sono persone da accompagnare.
E se avranno sentito rispetto, fiducia e se qualcuno avrà davvero creduto in
loro, non si perderanno. Troveranno la loro strada. E forse, ci insegneranno
anche a ritrovare la nostra.
Sandro
Fora, Il Noce

