Sandro Fora
I Castelli di Bellinzona non sono un biglietto da vendere. Sono la nostra storia.
Red. Online
16.03.2026 23:30

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I tre castelli di Bellinzona non sono semplicemente tre
monumenti. Sono una parte viva della nostra identità, un patrimonio culturale e
storico che appartiene a tutti noi. Non solo ai turisti che arrivano da
lontano, ma soprattutto ai bellinzonesi, ai ticinesi e a tutti gli svizzeri che
in quei muri, in quelle torri e in quelle mura vedono riflessa una parte della
propria storia.
Per questo motivo non dovrebbe essere necessario pagare per
poter ammirare la bellezza e il valore di questi luoghi. I castelli non sono
un’attrazione qualsiasi: sono un patrimonio riconosciuto dall’UNESCO, un
simbolo della nostra storia e della nostra cultura. Un riconoscimento che non
riguarda soltanto il valore architettonico, ma anche il significato che questi
luoghi hanno per la comunità.
Ed è proprio la comunità che ne è custode.
Tutti noi abbiamo la responsabilità di conservare e
valorizzare questo patrimonio, affinché possa continuare a essere vissuto e
condiviso. Ma la valorizzazione non può trasformarsi in una barriera. L’accesso
alla storia non dovrebbe mai diventare un privilegio riservato a chi può
permetterselo.
La cultura non ha prezzo.
È un bene comune, qualcosa che appartiene a tutti: ai
bellinzonesi che li vedono ogni giorno, ai ticinesi che li sentono parte della
propria identità e a chiunque voglia conoscere la storia di questo territorio.
I castelli di Bellinzona rappresentano un punto di incontro tra passato e
presente, tra memoria e comunità.
Possono certamente essere anche un motore di sviluppo
culturale ed economico per il territorio. Ma questo non significa che debbano
essere trattati come un prodotto da vendere.
Perché prima di tutto sono la nostra storia. E la storia,
quella vera, non dovrebbe avere un prezzo.
Sandro
Fora, Il Noce

