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HRS peggiora anche il progetto dell’Arena Sportiva, con la benedizione del Municipio di Lugano
Redazione
12.11.2024 10:18

Foto: ©Gabriele Putzu
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Non passa
praticamente settimana senza che il PSE faccia discutere. O meglio senza che il
gruppo affaristico privato HRS con il suo ormai totale controllo sulle scelte
progettuali, esecutive e finanziarie non decida nuovi e pesanti stravolgimenti
del progetto originario votato dalle cittadine e dai cittadini di Lugano. Con
la più classica tattica delle “fette di salame”, HRS ha apportato cambiamenti
decisivi a livello architettonico, urbanistico e paesaggistico, prevaricando
leggi e regolamenti, in particolare il Piano Regolatore intercomunale Nuovo
Quartiere Cornaredo (PR-NQC), il quale risulta oggi ampiamente amputato. Se
il gruppo HRS può agire indisturbato è perché le principali istituzioni
politiche, Municipio di Lugano e Consiglio di Stato, fanno di tutto per
assecondarne gli interessi, favorendo e coprendo tutte le irregolarità
necessarie per realizzarli. Il Consiglio comunale di Lugano, invece, ha deciso
– ad ampia maggioranza – di abdicare al suo ruolo di controllore politico sul
tema del PSE. Gli ultimi avvenimenti lo confermano ampiamente.
HRS oscura parzialmente anche i fronti trasparenti dell’Arena Sportiva
Il 28 ottobre è
stata depositata una nuova variante esecutiva delle facciate dell’Arena
Sportiva (stadio). In maniera stringata, la domanda prevede la copertura
parziale di buona parte delle facciate trasparenti anche dell’Arena Sportiva.
Dopo la trasformazione del Palazzetto dello Sport da costruzione trasparente in
un sarcofago senza più luce naturale, adesso tocca anche allo stadio subire un
importante stravolgimento in questo senso. Ormai sette fronti su otto dei due
contenuti sportivi del PSE, l’Arena sportiva e il Palazzetto, sono totalmente o
parzialmente chiusi, a detrimento della trasparenza che era un aspetto centrale
dell’insieme progettuale. Specialmente è stata otturata la quasi totalità dei
fronti che si affacciano verso i camminamenti pedonali del nuovo Piano di
quartiere. Per quanto riguarda l’Arena sportiva, la modifica in oggetto
concerne la chiusura di circa ulteriori 202 metri lineari di vetrate per un’altezza
di 3 metri. In particolare vengono chiuse le seguenti vetrate al piano terreno
(per un’altezza di 3 m) per un totale approssimativo di 606 metri quadrati: circa
91 metri lineari nel fronte nord in corrispondenza del percorso pedonale
est/ovest; circa 88 nel fronte sud orientato verso la Città e il nuovo asse
urbano di Via Stadio e circa altri 23 nel fronte ovest in corrispondenza del
percorso pedonale nord/sud.
Dei profondi cambiamenti che invalidano il Piano Regolatore intercomunale Nuovo Quartiere Cornaredo (PR-NQC)
Ovviamente non si tratta degli ormai classici
“badaracchiani” affinamenti, altrimenti non sarebbe stato necessario inoltrare
anche questa nuova domanda di costruzione. In realtà, abbiamo a che fare con
stravolgimenti di fondo, altamente peggiorativi, che vanno a impattare
violentemente pure con il PR-NQC, depotenziandolo in maniera grave. Con la chiusura di ulteriori facciate, prima
nella variante del Palazzetto dello Sport e ora nella Variante dell’Arena
Sportiva, viene a cadere il concetto di permeabilità fra gli spazi e i
contenuti pubblici alla base del Piano di quartiere e viene negato l’aspetto
generale dell’edificio che non è solamente dettato dalla volumetria ma anche
dalla sua realizzazione materiale. L’art. 1 della Legge sullo sviluppo
territoriale (LST) sancisce l’importanza di raggiungere soluzioni
coordinate che integrino insediamenti, mobilità e ambiente così come la
valorizzazione del paesaggio quale bene comune. Il Piano di Quartiere, come
definito nell’art. 54 della medesima legge, è un progetto planivolumetrico
inteso a concretizzare gli obiettivi di qualità paesaggistica, architettonica e
urbanistica fissati dal piano regolatore. All’art. 104 della LST si prescrive
che le costruzioni devono inserirsi nel paesaggio in maniera ordinata e
armoniosa. Obiettivo del Piano di quartiere è la realizzazione di progetti di
qualità dove “forme e materiali” sono inscindibili l’uno dall’altro. Difatti,
le “forme”, anche se corrette come inserimento, se di una materialità ed
espressione scadente snatureranno il paesaggio generando un cambiamento
negativo. Il progetto di variante delle facciate dell’Arena sportiva in esame,
congiuntamente alla variante del Palazzetto dello Sport del gennaio 2023,
snatura le relazioni nel paesaggio e in questo contravviene in modo grave e
vistoso all’art. 102 LST che impone che anche il paesaggio cantonale vada
rispettato, tutelato e valorizzato. In particolare, ne deve essere garantita la
varietà, la qualità ed il carattere. La Commissione del paesaggio aveva già
confermato, nel suo rapporto del 3 maggio 2024 in relazione alla variante del
Palazzetto dello sporto, lo snaturamento delle relazioni nel paesaggio e il
mancato rispetto della sua tutela e valorizzazione. Da qui la sua decisione di
bocciare la domanda di costruzione. Sulla base della nuova domanda depositata,
HRS afferma addirittura che non è più la trasparenza (vetrate) a determinare il
corretto inserimento nel territorio del PSE, quando invece questo principio era
ed è un caposaldo del PR-NQC approvato dalle autorità. Le specifiche
caratteristiche di “trasparenza” e “trasversalità” e “leggerezza” del PSE sono
enunciate chiaramente in tutte le Relazioni tecniche d’accompagnamento delle
procedure di Piano di Quartiere inoltrate nel 2015 (PQ), con successivo
Completamenti Atti nel 2017, e nel 2020 (PQ1), nonché nei Messaggi Municipali
concernenti lo stesso PSE. In conclusione, quanto descritto non è assolutamente
vincolante per il gruppo HRS, per il quale vale solo la propria volontà e i
propri interessi.
Una “procedura di notifica” invece di una “domanda di costruzione”…
Vale la pena di
sottolineare come questa nuova domanda di costruzione sia scandalosa anche dal
punto di vista della procedura scelta, facendo trasparire il modo di operare
arrogante del gruppo HRS, particolarmente evidente nella sua volontà di fornire
la quantità minima d’informazioni e di agire il più possibile schivando lacci
formali e giuridici. Per questa nuova
variante, HRS ha fatto ricorso alla semplice “procedura di notifica” invece che
a una “domanda di costruzione” (procedura ordinaria). Una scelta da contestare.
Infatti, la Legge edilizia cantonale (LE) stabilisce che «la procedura della
notifica è applicabile ai lavori di secondaria importanza, quali lavori di
rinnovamento e di trasformazione senza modificazione della destinazione, del
volume e dell’aspetto generale degli edifici ed impianti; quali rifacimento
delle facciate, sostituzione dei tetti, costruzioni accessorie nelle zone
edificabili, opere di cinta, sistemazioni di terreno, demolizione di fabbrica»
(art. 11). Come abbiamo già ampiamente scritto, le facciate originarie
dell’Arena sportiva (come d’altronde quelle del Palazzetto dello sport…) rappresentano
un contenuto di elevato interesse pubblico, iscritte nel Piano di quartiere
secondo il concetto architettonico e urbanistico della trasparenza e della
leggerezza date dalle pareti in vetro. Il cambiamento di una superfice elevate
delle facciate dell’Arena sportiva non può perciò essere considerata una
variante secondaria, quindi a beneficio di una semplice “procedura di
notifica”.
Un aggiramento della Legge edilizia cantonale per permettere a HRS di agire come vuole
L’intento di HRS
d’imporre questa “via” è presto spiegato. Con la “procedura di notifica”, è
solo il Municipio di Lugano che decide, l’incarto non va al Cantone e ai suoi
uffici. Quindi si riducono le possibilità (teoriche, come abbiamo visto…) di
un’opposizione formale e legale, cioè che la variante edilizia proposta possa
essere bloccata o bocciata. Inoltre, così facendo si contraggono pure le
possibilità d’intervenire istituzionalmente a livello cantonale, con delle
interrogazioni che hanno, almeno, l’utilità di obbligare le autorità politiche
a rispondere a delle domande in grado di far emergere le varie irregolarità e i
giochi di potere in atto. Infine, con la “procedura di notifica” non si devono
praticamente presentare motivazioni oggettive, la documentazione è ridotta
all’osso, in alcuni casi basta presentare una planimetria e poche frasi di
accompagnamento. È per questa ragione che il gruppo HRS ha scelto questa
opzione. L’incarto depositato presso l’Ufficio della
Divisione Edilizia Privata di Lugano è particolarmente scarno. E il problema
centrale risiede nelle motivazioni che hanno spinto a modificare profondamente
le facciate dell’Arena sportiva. In questo senso HRS scrive che «l’aggiornamento
della faccia dell’Arena Sportiva nasce dalla necessità funzionale per la
sicurezza su richiesta della Polizia cantonale di oscurare le zone di ingresso
della tifoseria locale a nord e della tifoseria ospiti a sud. Viene dunque
sostituita la parte inferiore della facciata vetrata con un tamponamento cieco
sui lati nord e sud dell’Arena Sportiva, in corrispondenza con le zone di
accesso alle rispettive tribune»[1].
Ancora una volta, alla base di profondi stravolgimenti dei contenuti sportivi
del PSE ci sarebbero delle imposizioni da parte delle forze di polizia.
Ovviamente, avendo scelto la via della “procedura di notifica”, HRS non ha
allegato la “richiesta della Polizia cantonale”, quindi non si può sapere se
questa esista veramente, dubbio più che lecito vista l’inesistenza delle
“imposizioni di polizia” per le modifiche delle facciate del Palazzetto dello
Sport. E qualora questa “richiesta” fosse reale, non è possibile verificare il
suo tenore, le sue effettive motivazioni, la sua pertinenza oggettiva. Un modo
di procedere per lo meno omertoso, sicuramente inaccettabile. E non è neppure
possibile sapere con quali materiali sarà costituito il “tamponamento cieco”
delle facciate, mancanza inaccettabile nel caso di una “domanda di
costruzione”. E anche altre modifiche importanti non sono segnalate, come la
chiusura parziale di 23 metri lineari della facciata ovest. Con questo modo di procedere HRS impedisce
alla popolazione una valutazione coerente delle modifiche proposte dalla
variante in esame con l’insieme unitario del PSE.
E il Municipio di Lugano continua ad alimentare la politica del silenzio, a favore degli interessi di HRS
Il Municipio si
contraddistingue ancora una volta per il suo totale silenzio, per la sua
ripugnanza esasperata, vara e propria idiosincrasia politica, nel rispettare il
diritto della popolazione a essere informato sull’evoluzione del PSE. Nonostante
quest’ultimo sia stato pesantemente bistrattato, che i vari regolamenti (Piano
di quartiere) non siano stati rispettati, perciò ridotti a semplice supporto
cartaceo, neppure a livello del consiglio comunale si registra una reazione all’altezza
della gravità politica di quanto sta avvenendo al PSE. Appare perciò più che
mai necessaria un’azione dal basso, esterna agli intrallazzi istituzionali, in
grado di spingere affinché il velo, pardon la cappa, di omertà attorno a questo
progetto possa assottigliarsi il più possibile, magari scomparire del tutto.

