Bruno Storni
Gottardo, 50mila posti seduti al giorno. Ma quanto siamo isolati?
Redazione
27.08.2023 10:13

Foto: ©Gabriele Putzu
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Dopo il grave incidente ferroviario al Gottardo, politici e media cantonali a gran voce denunciano pesanti disagi e l'isolamento del Cantone dalla madre patria, senza alcuna analisi seria sulla reale situazione riguardo ai collegamenti sostitutivi.
Ebbene, l’offerta FFS via linea panoramica con elettrotreni
moderni ammonta a 46 corse al giorno per direzione, nelle ore di punta 3
collegamenti/direzione nelle altre 2.
Un elettrotreno Giruno in doppia composizione ha 800 posti
seduti, un ICN offre 940 posti, l’ETR 610 ha 860 posti, il Traverso
720 posti.
Nelle 11 ore di punta FFS con treni in doppia composizione si
arriva a un massimo di circa 4800 posti seduti!
Calcolando con in media una composizione e mezza per
collegamento arriviamo a 27’600 posti per direzione al giorno: in totale giornalmente
fino a circa 55’000 posti seduti a disposizione per attraversare il Gottardo.
In media lo scorso anno transitavano al Gottardo 13’900
passeggeri al giorno, a Bellinzona 17’000 compresi Tilo S10, S20!
Quanto ai convogli merci la settimana di Ferragosto da
sempre è la meno frequentata dell’anno con in media 60-70 treni al giorno al
Gottardo e 30-35 al Sempione, che hanno una capacità attualmente di 192 rispettivamente
110 tracce merci al giorno, quindi un’occupazione tra Gottardo e Sempione del 30%, mentre
la media annua sempre tra Gottardo e Sempione dell’occupazione delle tracce
disponibili è attorno al 55%.
Dal 24 agosto le FFS offrono al Gottardo 130 tracce merci al
giorno che è più di quanto transitava in media negli ultimi anni e che
permetterebbe, se sfruttate bene, di trasportare oltre 20 mio ton anno cioè più
del record del 2022 (19.2 mio) quando il Gottardo aveva ripreso una bella fetta
del traffico merci dalla linea Sempione/Lötschberg.
Di conseguenza anche per le merci non c’è nessun
razionamento dell’offerta, anzi siamo sopra i volumi precedenti.
Eppure nella repubblica dell’iperbole con gran cassa
mediatica locale, purtroppo ripresa oltralpe, si grida allo scandalo, turisti
che non arrivano più, danni all’economia che non può esportare e si esigono
risarcimenti, situazione quasi da Catena della Solidarietà.
A parte l’esagerata reazione contro le FFS confrontate con
uno dei più costosi incidenti da sempre, il risultato è che oltregottardo molti
credono che il Ticino sia difficilmente raggiungibile, sicuramente non una gran
promozione turistica o economica.
Chiaro per i passeggeri il tragitto si allunga di un’ora, è
seccante ma è come fino 8 anni fa: raccontiamo di tutto ma non che siamo
isolati e che l’economia ticinese è in crisi.
Prendiamo atto e ringraziamo FFS per la rapida reazione a
garanzia dei collegamenti e le maestranze che stanno smantellando pesanti
carcasse di vagoni in un gravemente danneggiato tunnel a temperature di 40
gradi!
Bruno Storni, consigliere nazionale PS

