Laura Riget
Gli interessi della politica
Redazione
28.08.2023 15:10

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Un nuovo anno scolastico è cominciato e
in questi giorni molti bambini e ragazzi stanno raccontando ai loro amici le
esperienze vissute durante le vacanze estive. Giocare in spiaggia, visitare Gardaland,
fare gite in barca. Ma ci sono anche bambini che stanno in silenzio mentre gli
altri si entusiasmano per le loro vacanze, perché non possono permettersi
nemmeno di andare in piscina, figuriamoci una vacanza al mare. Si stima che
siano circa 150’000 i bambini che crescono in povertà in Svizzera, mentre il numero
complessivo di persone colpite dalla povertà arriva all’impressionante cifra di
750’000. Una famiglia su cinque non può permettersi una spesa improvvisa di 2’500
franchi, che sia un dente rotto o un paio di occhiali da sostituire. In Ticino
la situazione è peggiore della media svizzera, complice il mercato del lavoro
precario. Quello che troppo spesso si tende a dimenticare nella ricca Svizzera
è che dietro a tutte queste cifre ci sono delle persone; persone che i partiti
borghesi in parlamento continuano volutamente a ignorare.
La maggioranza di destra del Parlamento
federale prende infatti regolarmente decisioni contro i bisogni della
cittadinanza, non solo contro chi è colpito dalla povertà, ma in realtà contro
tutti coloro che vivono di salari e pensioni. Non c'è da stupirsi: il nostro
Parlamento è ormai la lobby dei potenti. I milionari si concedono sgravi
fiscali mentre impediscono salari minimi e una tredicesima AVS. I
rappresentanti delle casse malati decidono che non ci saranno più sussidi nonostante
l'esplosione dei premi, mentre i lobbisti del settore immobiliare continuano ad
applicare affitti esorbitanti e a limitare i diritti degli inquilini. I
politici che definiscono la famiglia un hobby pensano che avere figli sia una
questione privata e votano contro gli asili nido a prezzi accessibili. Gli
amici della piazza finanziaria bloccano per anni regolamentazioni efficaci e
poi dichiarano, durante il crollo di Credit Suisse, che "il buonsenso e la
decenza non possono venire regolamentati".
Il 22 ottobre abbiamo la possibilità di
scegliere se vogliamo che per altri quattro anni siano queste le persone che
hanno il potere nel nostro Paese e che possono determinare la vita di tutti noi
– oppure se vogliamo un cambiamento per una Svizzera più solidale e inclusiva.

